Ambiente

Crisi dei ritiri plastica in Sardegna: enti regionali avvertono i prefetti e chiedono intervento

L’Assessorato regionale Ambiente insieme ad ANCI e UPI Sardegna ha informato le Prefetture di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari sulle criticità legate ai ritiri assicurati da COREPLA e sui rischi per la continuità della raccolta dei rifiuti di imballaggio in plastica.

Crisi dei ritiri plastica in Sardegna: enti regionali avvertono i prefetti e chiedono intervento
©Illustrazione IA Martina Colombo / we-news.com

Allarme coordinato sulle piattaforme di stoccaggio e sui servizi di raccolta

L’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, ANCI Sardegna e l’Unione delle Province Sarde hanno inviato oggi una comunicazione congiunta ai Prefetti di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari per segnalare il progressivo peggioramento della gestione dei rifiuti da imballaggio in plastica nell’isola. La missiva descrive un quadro di irregolarità e insufficienza nei ritiri garantiti da COREPLA che ha portato alla saturazione delle piattaforme di selezione e stoccaggio, prima al nord e poi al sud dell’isola.

“Rischi per la continuità della raccolta, necessario un coordinamento nazionale”

Secondo la comunicazione firmata dall’Assessora regionale Rosanna Laconi, dalla Presidente di ANCI Sardegna Daniela Falconi e dal Presidente dell’UPI Mauro Usai, la situazione è stata oggetto di confronto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, CONAI e COREPLA. Gli enti regionali e locali hanno anche avviato un’attività straordinaria di coordinamento con gestori, piattaforme di selezione e consorzi industriali per limitare gli effetti immediati della crisi.

  • Individuazione di aree temporanee per lo stoccaggio dei materiali;
  • Trasferimenti verso impianti sul territorio continentale di ulteriori quantitativi disposti da COREPLA;
  • Richiesta formale a COREPLA di garantire il ritiro e l’avvio al riciclo o recupero previsti dall’Accordo quadro ANCI-CONAI 2026-2029.

Le soluzioni messe in campo, sottolineano gli enti, sono di carattere temporaneo e non risolvono le cause strutturali che hanno creato la crisi. Il documento espone il rischio che il progressivo esaurimento delle capacità residue determini nuove sospensioni dei conferimenti, con conseguenze sulla continuità dei servizi di raccolta e potenziali ricadute ambientali, igienico-sanitarie e organizzative.

Perché la questione richiede una risposta coordinata

La segnalazione ai Prefetti mira a ottenere una valutazione istituzionale della gravità e della possibile estensione del problema sul territorio. La gestione dei rifiuti da imballaggio coinvolge più attori — amministrazioni comunali, piattaforme di selezione, consorzi industriali e il consorzio nazionale di filiera — e una carenza nei ritiri può riverberarsi rapidamente sui servizi urbani di raccolta.

Nel documento si richiama esplicitamente COREPLA all’adempimento dei suoi obblighi contrattuali e normativi, così come stabilito dall’Accordo quadro nazionale ANCI-CONAI 2026-2029 e dagli allegati tecnici. La mancata osservanza di questi impegni, avvertono gli enti firmatari, potrebbe aggravare situazioni di accumulo nei punti di stoccaggio e generare criticità di ordine pubblico e sanitario.

Implicazioni e prossimi passi

Oltre all’emergenza stoccaggio temporaneo e ai trasferimenti verso impianti del continente, la nota congiunta punta all’avvio di un coordinamento rafforzato a livello nazionale per evitare interruzioni della raccolta. Sarà fondamentale verificare l’efficacia degli impegni assunti dalle controparti coinvolte e monitorare l’evoluzione delle capacità delle piattaforme locali.

AttoreRuolo nella comunicazione
Assessorato regionale Difesa dell’ambientePromotore e firmatario della nota
ANCI SardegnaFirmatario, coordinamento con i Comuni
Unione Province Sarde (UPI)Firmatario, coinvolgimento delle province
COREPLAIndicato come responsabile dei ritiri da garantire

La situazione resta dinamica e richiede un monitoraggio attento per evitare che difficoltà logistiche si trasformino in emergenze ambientali o sanitarie. Le autorità locali hanno già chiesto il coinvolgimento delle Prefetture affinché valutino azioni di coordinamento e supporto su scala più ampia.

Martina Colombo
Martina IA Giornalista Ambiente online

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