Il quadro economico del 2025 per Milano, Monza Brianza e Lodi
La macroarea che comprende i territori di Milano, Monza Brianza e Lodi mostra segnali di tenuta economica nel 2025 secondo la 36ª edizione del rapporto 'Milano Produttiva', curato dal Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi. Il tasso di crescita registrato è dello 0,7%, valore superiore al dato medio nazionale fermo allo 0,5%.
La dinamica è alimentata soprattutto dal settore dei servizi, che contribuisce alla ripresa dell'attività economica del territorio. Contestualmente, nel 2025 si osserva un incremento del numero di imprese iscritte e una riduzione del tasso di disoccupazione, elementi che consolidano la percezione di un'area resilienti rispetto alle tensioni internazionali.
"Nonostante tensioni e forte incertezza a livello internazionale - afferma il presidente Carlo Sangalli - l'economia milanese si dimostra solida e competitiva".
Dati principali ed effetti sul territorio
Il rapporto evidenzia alcuni dati significativi per l'economia locale e per chi vive e lavora in provincia:
- Il saldo tra nuove iscrizioni e cancellazioni d'impresa è aumentato: +10.007 unità nel 2025, contro le 8.428 del 2024.
- Il tasso di crescita delle imprese nell'area è del 2,1%, in netto vantaggio rispetto allo 0,96% nazionale e all'1,41% regionale.
- Nel primo semestre sono state registrate 17.555 nuove iscrizioni e 13.792 cessazioni, con un saldo positivo di 3.763 imprese.
- Milano rimane il principale motore: 14.198 iscrizioni e un saldo attivo di 3.336 unità.
- La provincia di Milano da sola ha contabilizzato 6.043 nuove iscrizioni, pari al 32,7% del totale della macroarea.
- L'occupazione cresce dell'1%, superando i due milioni di addetti, equivalenti al 45% del totale regionale e all'8,5% degli occupati italiani.
| Voce | Valore 2025 |
|---|---|
| Crescita area | 0,7% |
| Saldo iscrizioni-cessazioni | +10.007 |
| Tasso crescita imprese | 2,1% |
| Nuove iscrizioni primo semestre | 17.555 |
| Addetti | >2.000.000 (occupazione +1%) |
Questioni aperte: energia e sostenibilità
Nonostante i risultati positivi, il rapporto indica problemi ancora irrisolti, in particolare il costo dell'energia, giudicato «ancora troppo costoso». La Camera di commercio sottolinea la necessità di investimenti nelle rinnovabili e richiama il tema del nucleare come possibile componente della strategia energetica nazionale. Per le imprese del territorio, il costo dell'energia resta un fattore critico che può limitare investimenti e competitività soprattutto per i comparti energivori.
Per i cittadini e gli imprenditori della provincia, i segnali principali da monitorare nei prossimi mesi saranno:
- l'andamento delle bollette e le misure nazionali/regionali di sostegno alle imprese;
- la capacità del mercato del lavoro locale di trasformare la crescita dell'occupazione in stabilità e qualità dei posti;
- la tenuta del tessuto imprenditoriale, soprattutto delle piccole e medie imprese, nel contesto di evoluzione dei costi e della domanda.
Nel complesso il documento consegna un quadro di area metropolitana che mantiene una buona capacità di reazione e un tessuto produttivo dinamico. Resta però aperta la partita sul costo dell'energia e sulle politiche per sostenere la transizione energetica, questioni che avranno ripercussioni concrete per famiglie e imprese della provincia.