Bilancio primo semestre 2026: più infortuni, meno decessi ma la cifra resta grave
Nel primo semestre del 2026 la provincia di Cremona ha registrato 2.301 infortuni sul lavoro denunciati, rispetto ai 2.233 del corrispondente periodo del 2025: un aumento di 68 casi, pari a +3%. Il miglioramento riguarda il dato sulle vittime, che si è ridotto da otto a quattro; tuttavia gli attori locali giudicano ancora inaccettabile il numero delle perdite umane.
Infortuni in itinere e malattie professionali in aumento
Una parte significativa dell'incremento complessivo è dovuta agli infortuni in itinere (avvenuti durante il tragitto tra casa e lavoro), che passano da 212 a 255, con un aumento del 20,3%. Parallelamente crescono anche le denunce di malattia professionale, salite da 129 a 156 (+20,9%), con segnalazioni che riguardano sia lavoratrici sia lavoratori.
- Tipologie più frequenti: degenerazioni ed ernie discali, sindrome del tunnel carpale e disturbi della spalla.
- Cause ricorrenti: movimentazione dei carichi, posture scorrette e ripetitività delle mansioni.
- Fattore mobilità: turni lunghi, affaticamento e carenza di collegamenti pubblici richiamati come elementi che incrementano il rischio in itinere.
Reazioni dei sindacati e richiesta di misure concrete
Ivan Zaffanelli, segretario generale della CISL Asse del Po, ha commentato i numeri sottolineando sia il valore della riduzione delle morti sia l'intollerabilità del saldo ancora negativo in termini di vite perse. Nel richiamo ai fattori di rischio ha citato anche l'impatto del caldo estremo, con riferimento a una recente tragedia nei campi che ha visto coinvolto un giovane lavoratore agricolo.
"La riduzione delle morti è un dato importante, ma quattro vittime sono ancora inaccettabili"
Zaffanelli ha inoltre evidenziato la necessità di approfondire il fenomeno degli infortuni in itinere e di mettere in campo interventi pratici: protocolli settoriali più efficaci, maggiori controlli e ispezioni, pause adeguate e formazione mirata sulle mansioni svolte. Ha ricordato che è in corso un confronto con la Prefettura per rafforzare i protocolli sulla sicurezza.
Tabella riepilogativa dati principali
| Voce | Primo semestre 2026 | Primo semestre 2025 |
|---|---|---|
| Infortuni denunciati | 2.301 | 2.233 |
| Infortuni in itinere | 255 | 212 |
| Decessi complessivi | 4 | 8 |
| Morti durante attività lavorativa | 2 | 6 |
| Morti in itinere | 2 | 2 |
| Denunce di malattia professionale | 156 | 129 |
Per la popolazione attiva della provincia i numeri sottolineano due ordini di priorità: da una parte la necessità di proseguire e intensificare le misure mirate a ridurre il numero assoluto di incidenti; dall'altra la gestione dei rischi connessi alla mobilità casa-lavoro, che appare in netta risalita.
Gli ambiti richiamati come urgenti dalle organizzazioni sindacali — protocolli settoriali, controlli ispettivi, formazione e pause adeguate — richiedono ora risposte concrete da parte delle imprese e delle istituzioni locali. Il dialogo avviato con la Prefettura dovrà tradursi in azioni misurabili, specie nei settori più esposti come l'agricoltura e le attività che comportano movimentazione manuale dei carichi.
Per i cittadini e i lavoratori cremonesi resta quindi aperta la sfida della prevenzione: ridurre ulteriormente le morti, limitare l'aumento degli infortuni in itinere e affrontare l'incremento delle malattie professionali con politiche di tutela e di modernizzazione dei protocolli di sicurezza.