Giustizia e sollievo per il vicinato dopo anni di lamentele
Si è chiusa con una condanna penale la vicenda del disturbo del riposo legato alle serate del Bar H di Novate Mezzola. Ieri il giudice monocratico del tribunale di Sondrio, Giulia Estorelli, ha ritenuto responsabile il precedente gerente del locale, Ivo Fadale, 40 anni, condannandolo per il reato previsto dall'articolo 659 del codice penale.
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La vicenda ha avuto origine dalle proteste del vicinato, in particolare da una donna di 57 anni che risiede nelle immediate vicinanze del bar e che ha deciso di agire per vie legali per ottenere il ripristino del diritto al riposo notturno. I disagi risalivano al periodo compreso tra il 2023 e il 2024, con episodi di musica e intrattenimento che si protraevano fino alle ore notturne, talvolta fino alle tre o quattro del mattino.
Il caso aveva già attirato l'attenzione dell'amministrazione comunale: il sindaco di Novate Mezzola, Fausto Nonini, emise un'ordinanza il 16 gennaio 2024 sul tema delle immissioni sonore. Nonostante questo intervento amministrativo, la situazione è stata portata in sede penale dalla persona offesa, la cui determinazione è citata come decisiva per l'esito giudiziario.
La sentenza e le misure economiche disposte
Il giudice ha inflitto all'ex gerente le seguenti sanzioni e obblighi:
- ammenda di 225 euro per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone;
- versamento di una provvisionale di 1.000 euro alla parte offesa, in attesa della quantificazione del danno morale in sede civile;
- rimborso delle spese legali sostenute dalla parte civile.
La collaboratrice citata nel procedimento, Lorella Elisabetta Poncia, è stata invece assolta. La titolarità attuale dell'attività è stata trasferita a nuove persone e non rientra nella decisione penale che riguarda il periodo oggetto dell'accusa.
| Elemento | Decisione |
|---|---|
| Imputato | Ivo Fadale (40 anni) |
| Giudice | Giulia Estorelli (Tribunale di Sondrio) |
| Sanzione penale | Ammenda 225 € |
| Provvisionale | 1.000 € alla parte offesa |
| Collaboratrice | Lorella Elisabetta Poncia – assolta |
Impatto locale e possibili sviluppi
Per i residenti della zona la sentenza rappresenta un precedente importante: conferma la possibilità di tutela giudiziaria contro rumori molesti generati da locali pubblici, anche quando l'attività di intrattenimento rientra nelle strategie commerciali del gestore. Dal punto di vista amministrativo, l'ordinanza del sindaco e le segnalazioni collettive hanno avuto un ruolo preparatorio, ma è stata l'iniziativa della singola cittadina a portare la questione davanti al tribunale.
La condanna penale non esclude, inoltre, la prosecuzione del contenzioso in sede civile per la quantificazione del danno morale richiesto dalla parte offesa: la provvisionale disposta è infatti un anticipo in vista di ulteriori valutazioni risarcitorie.
Per i cittadini preoccupati da fenomeni analoghi, la vicenda sottolinea alcune possibilità pratiche di azione:
- segnalare tempestivamente il problema agli uffici comunali competenti (polizia locale e ufficio ambiente);
- cercare una mediazione con i titolari del locale; in mancanza di riscontri, valutare il ricorso alla via giudiziaria;
- raccogliere documentazione e testimonianze, utili nei procedimenti amministrativi o penali.
La sentenza del tribunale di Sondrio è destinata a essere un riferimento per i residenti della Valchiavenna e per le amministrazioni locali alle prese con il bilanciamento tra attività commerciale e tutela della qualità della vita nelle aree abitate.