Un appello dalle amministrazioni locali per adeguare il testo alle esigenze dei borghi
Due consigli comunali della provincia di Grosseto si mobilitano per portare l’attenzione sul fenomeno dello spopolamento giovanile. A Castel del Piano e a Grosseto sono state presentate mozioni che chiedono di sostenere e modificare la proposta di legge nazionale nota come "Diritto a restare", depositata alla Camera dal Partito Democratico e collegata alle istanze raccolte dal segretario nazionale Elly Schlein.
I documenti, illustrati rispettivamente dal consigliere Federico Badini e dal consigliere Cristian Marchini, mettono in risalto l’esigenza che il testo legislativo tenga maggiormente conto delle caratteristiche dei piccoli comuni. Secondo i promotori, diverse misure contenute nella proposta rischiano infatti di non intercettare forme di lavoro diffuse nelle aree interne, come il lavoro autonomo o i contratti stagionali, e non rispondono pienamente alle difficoltà abitative legate alla scarsità di immobili disponibili.
"Non ci siamo limitati a dire sì – spiegano Badini e Marchini –. Abbiamo chiesto che la legge raggiunga anche chi lavora in proprio e chi se n’è andato ma vorrebbe tornare".
La proposta nazionale prevede, fra l’altro, un incentivo economico per gli under 35 sui nuovi contratti di lavoro stabile, agevolazioni per l’acquisto e l’affitto della prima casa, trasporto pubblico gratuito per gli studenti, sostegni all’imprenditoria giovanile e un piano straordinario di assunzioni nelle amministrazioni locali delle aree interne. Tuttavia, le mozioni locali suggeriscono di ampliare la platea dei beneficiari e di calibrare gli strumenti sulle realtà minori.
- criticità del territorio: mancanza di alloggi abitabili e dati demografici negativi;
- forme di lavoro a rischio esclusione: partite Iva e stagionali;
- richiesta locale: adattare la normativa alle specificità dei piccoli comuni.
Nel documento di accompagnamento alle mozioni viene richiamata anche la fotografia demografica della provincia: venti comuni su ventotto registrano una perdita di popolazione, mentre l’età media provinciale è indicata in 49,3 anni, valore più alto in Toscana assieme alla provincia di Massa-Carrara. Inoltre, le proiezioni Istat citate nel testo mettono in guardia: senza interventi mirati alcune realtà periferiche potrebbero subire un calo fino all’11,8% della popolazione entro il 2042.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Comuni con calo demografico | 20 su 28 |
| Età media provinciale | 49,3 anni |
| Proiezione perdita popolazione (2042) | fino all'11,8% |
Gli estensori delle mozioni riconoscono che una singola delibera comunale non è sufficiente a invertire trend secolari, ma la richiesta è chiara: «se si vuole veramente arginare la fuga dei giovani, il testo deve essere rimodulato per raggiungere chi oggi vive in condizioni lavorative e abitative non standard e per agevolare il ritorno di chi è andato via».
Per le amministrazioni locali la sfida è duplice: da un lato ottenere strumenti nazionali efficaci e tarati sulle realtà rurali; dall’altro predisporre, a livello comunale, politiche abitative e incentivi che facilitino l’insediamento e la permanenza dei giovani. Nei prossimi mesi sarà da osservare se le mozioni ottenute nei consigli comunali otterranno adesioni trasversali e se i parlamentari coinvolti prenderanno in considerazione le modifiche richieste dagli enti locali.
La discussione si inserisce in un più ampio dibattito regionale e nazionale sulle misure per le aree interne, con ricadute pratiche su servizi, scuola, mobilità e mercato del lavoro che interessano quotidianamente i residenti della provincia di Grosseto.