Situazione regionale e riflessi sul territorio lariano
La Lombardia mantiene volumi di export complessivamente stabili nel primo trimestre del 2026, con un valore di 40,9 miliardi di euro, ma i segnali positivi non si traducono in un miglioramento omogeneo per tutte le imprese. A emergere dal confronto promosso da CNA Lombardia, svoltosi a Mantova, è soprattutto la crescente fragilità delle piccole e micro imprese, che faticano ad accedere al credito nonostante il lieve incremento complessivo.
Cosa è emerso al Consiglio regionale di CNA
Nel corso dell'incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del mondo accademico e imprenditoriale: fra gli altri, l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, l'assessore all'Agricoltura Alessandro Beduschi, la deputata Silvia Roggiani, il professor Raul Caruso e i vertici di CNA. Il dibattito ha toccato temi chiave come la competitività, l'accesso al credito, l'innovazione e la transizione digitale, con particolare attenzione all'impatto delle tensioni geopolitiche e del rallentamento della crescita europea.
Credito: un segno più concentrato su Milano, paura per le Pmi
I dati presentati mostrano un crescita del credito alle imprese dell'1,3% rispetto al primo trimestre del 2025. Tuttavia il miglioramento riguarda prevalentemente Milano e la sua provincia, mentre le piccole imprese sul territorio regionale — e quindi anche in provincia di Como — restano l'anello più debole nell'accesso ai finanziamenti. Per le realtà produttive locali, spesso caratterizzate da dimensioni contenute e specializzazione settoriale, questa asimmetria può tradursi in difficoltà nel finanziare investimenti, innovazione e piani di crescita.
- Export stabile: 40,9 miliardi di euro in Lombardia nel primo trimestre 2026.
- Credito in lieve crescita: +1,3% su base annua, concentrato su Milano e provincia.
- Rischio per le Pmi: difficoltà persistenti nell'accesso a finanziamenti per le imprese più piccole.
Implicazioni per le imprese della provincia di Como
Per le imprese comasche, molte delle quali rientrano nella categoria delle piccole e medie imprese, la lettura regionale dei dati implica alcune conseguenze pratiche. Una distribuzione non uniforme del credito può limitare gli investimenti in tecnologie, nella transizione digitale e nell'efficientamento produttivo: elementi oggi considerati essenziali per mantenere la competitività sui mercati esteri. Inoltre, in un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche e tensioni commerciali, la capacità di disporre di linee di credito adeguate è un fattore di resilienza.
Priorità emerse e possibili azioni
Dal confronto tra istituzioni, mondo accademico e imprese sono emerse alcune priorità che possono riguardare direttamente il territorio comasco: favorire strumenti di credito dedicati alle piccole realtà, incentivare programmi di accompagnamento alla digitalizzazione e promuovere politiche industriali orientate alla sostenibilità e all'attrattività per investimenti. Il dialogo tra istituzioni e associazioni datoriali, come CNA, è stato indicato come fondamentale per definire interventi mirati.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Export Lombardia (T1 2026) | 40,9 miliardi € |
| Variazione credito alle imprese (annua) | +1,3% |
Per il tessuto produttivo di Como la sfida resta dunque duplice: mantenere o migliorare la capacità di esportare in mercati esteri sempre più complessi e contemporaneamente superare le barriere all'accesso al credito che ostacolano la crescita e l'innovazione delle imprese più piccole. La concertazione tra Regione, istituzioni locali e rappresentanze imprenditoriali sarà decisiva per tradurre i dati in politiche efficaci per il territorio.