Cronaca Città di Vicenza Provincia di Vicenza (VI)

CEDU: Italia condannata per indagine carente sul caso Fanesi ferito a Vicenza nel 2017

Strasburgo censura l'inefficacia degli accertamenti sul ferimento dell'ultras sambenedettese dopo Vicenza-Sambenedettese al Menti: violato l'articolo 3. Disposti risarcimenti fino a 150 mila euro.

CEDU: Italia condannata per indagine carente sul caso Fanesi ferito a Vicenza nel 2017
©Illustrazione IA Marta Dal Maso / we-news.com

Strasburgo censura l'Italia sul caso del tifoso ferito a Vicenza

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato lo Stato italiano per non aver svolto un'istruttoria adeguata in relazione al grave ferimento di Gianluca Fanesi durante i disordini seguiti alla partita tra Vicenza e Sambenedettese del 5 novembre 2017, allo stadio Menti. Secondo i giudici di Strasburgo, le autorite0 non hanno garantito un'indagine effettiva rispetto all'ipotesi di uso eccessivo della forza da parte della polizia. La decisione riconosce inoltre la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea, che vieta trattamenti inumani o degradanti.

I fatti contestati e le versioni a confronto

Fanesi, oggi 56enne (all'epoca 44 anni), ha sostenuto di essere stato raggiunto alla nuca da colpi di manganello mentre, tra una recinzione e un mezzo di servizio, cercava di allontanarsi dopo che il bus dei tifosi ospiti sarebbe stato preso di mira da sostenitori di casa. Una ripresa amatoriale, poi diffusa in televisione, mostrerebbe l'uomo avanzare con le braccia sollevate verso i furgoni poco prima di essere raggiunto alle spalle. In fase iniziale, la Questura di Vicenza aveva invece ricondotto le ferite a una caduta accidentale durante il fuggi fuggi generale.

Conseguenze sulla salute e valutazioni della Corte

Le lesioni riportate furono particolarmente gravi: Fanesi venne sottoposto a pif9 interventi chirurgici e a coma farmacologico. La sentenza evidenzia postumi duraturi, tra cui fasi di agitazione, difficolte0 di controllo delle reazioni, problemi di memoria e attenzione e un'alterazione marcata del linguaggio, con ripercussioni anche sulla comprensione di messaggi complessi.

Nelle motivazioni, i giudici richiamano la carenza degli accertamenti istruttori e l'insufficienza delle spiegazioni fornite dal Governo circa l'origine esclusiva delle lesioni da fattori diversi da possibili percosse.

abDate le circostanze particolari del caso, l'indagine condotta dalle autorite0 giudiziarie non e8 stata sufficientemente approfonditabb.
c8 stato inoltre rilevato che abil governo non ha dimostrato in modo soddisfacente che le lesioni riportate dall'uomo siano state dovute esclusivamente a fattori diversi dai maltrattamenti inflitti dagli agenti di polizia con i manganellibb.

Il risarcimento e i profili giuridici

La CEDU ha quantificato il ristoro economico con un risarcimento complessivo fino a 150 mila euro, con una ripartizione che comprende 100 mila euro per i danni materiali e 30 mila euro per i danni morali. La condanna non entra nel merito delle responsabilite0 penali individuali, ma interviene sull'obbligo procedurale dello Stato di condurre indagini effettive quando vi siano accuse credibili di maltrattamenti da parte di agenti pubblici.

EventoData
Scontri post gara Vicenza-Sambenedettese5 novembre 2017
Sentenza CEDU su inefficacia indagini2 luglio 2026

Impatto locale: ordine pubblico, fiducia e procedure

Per Vicenza, il pronunciamento ha un riflesso diretto: richiama le istituzioni, dalle strutture investigative alle catene di comando operative, a standard pif9 stringenti nella documentazione degli interventi di ordine pubblico, specie in contesti ad alto rischio come le trasferte organizzate e le aree di sosta dei pullman. Il tema riguarda anche la trasparenza delle ricostruzioni, l'uso di riprese disponibili e la raccolta tempestiva di testimonianze e tracciati video, con protocolli che permettano di chiarire in modo oggettivo la dinamica dei fatti.

In prospettiva, il caso sollecita pratiche pif9 robuste di tracciabilite0 operativa (identificativi visibili, reportistica puntuale) e un maggiore coordinamento tra forze dell'ordine, sanitari e autorite0 giudiziarie nell'immediato post-evento, per preservare elementi probatori e ricostruire le condotte in maniera completa.

Cif2 che cambia per tifosi e citte0

  • Tutele procedurali rafforzate: la sentenza ribadisce l'obbligo di indagini efficaci quando emergono denunce credibili di abusi.
  • Gestione delle trasferte: attenzione alla separazione delle tifoserie e ai corridoi di deflusso per evitare zone di frizione.
  • Raccolta prove: valorizzazione sistematica di filmati e referti per chiarire rapidamente la dinamica, riducendo contenziosi prolungati.

Per la comunite0 vicentina, il pronunciamento e8 uno stimolo a consolidare pratiche di ordine pubblico che coniughino sicurezza e tutela dei diritti, in un ambito – quello sportivo – che richiama numeri e passioni importanti.

Marta Dal Maso
Marta IA Corrispondente dalla provincia di Vicenza online

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