Domande al Governo sul futuro societario dello scalo etneo
Un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata depositata per fare luce sul percorso di privatizzazione dell'aeroporto internazionale "Vincenzo Bellini" di Catania-Fontanarossa. A firmarla è il senatore della Lega, Nino Germanà, che sollecita il Governo a dettagliare gli strumenti di controllo e le garanzie che saranno messe in campo durante la cessione della quota di maggioranza della società di gestione SAC S.p.A.
Nel documento il parlamentare chiede puntuali rassicurazioni su più punti che interessano direttamente l'operatività dello scalo e il tessuto socio-economico locale: dagli aspetti di vigilanza amministrativa fino alla tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori impiegati nelle attività aeroportuali.
- Vigilanza sul procedimento di privatizzazione e strumenti di controllo successivo;
- Tutela occupazionale e delle professionalità presenti nel sistema aeroportuale;
- Garanzie che il futuro assetto societario persegua obiettivi di interesse pubblico, sviluppo infrastrutturale e qualità dei servizi.
«Occorre garantire – sottolinea Germanà – che il futuro assetto societario continui a perseguire obiettivi di interesse pubblico, sviluppo infrastrutturale e qualità dei servizi aeroportuali, assicurando al contempo la salvaguardia dei lavoratori».
Il ruolo strategico dello scalo per Catania e la Sicilia
Germanà richiama l'importanza dello scalo etneo nel quadro nazionale: con oltre 12 milioni di passeggeri all'anno, l'aeroporto di Catania è indicato come il principale scalo del Mezzogiorno per traffico passeggeri e uno snodo rilevante per la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico dell'isola. Questa centralità rende il tema della cessione di controllo particolarmente sensibile per le amministrazioni locali, gli operatori economici e i cittadini.
Nel testo dell'interrogazione viene richiamata anche la storia recente della gestione, caratterizzata secondo il senatore da «emergenze, commissariamenti e difficoltà gestionali», elementi che – a suo avviso – aggravano la complessità del processo in corso e rendono necessario un quadro di tutele chiare e operative.
Composizione societaria e impatto della cessione
Il documento parlamentare ripercorre l'attuale assetto azionario di SAC S.p.A., mettendo in evidenza la partecipazione degli enti locali e il ruolo della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia come socio di maggioranza.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Traffico passeggeri | oltre 12 milioni all'anno |
| Quota detenuta da enti pubblici | 39,36% |
| Quota della Camera di Commercio (socio di maggioranza) | 60,64% |
Secondo Germanà, la possibile cessione della quota di controllo costituisce «un passaggio di particolare rilevanza», dato l'impatto che un cambiamento proprietario può avere sulle scelte strategiche, sugli investimenti infrastrutturali e sulla gestione quotidiana dei servizi aeroportuali.
Conseguenze locali e prossime tappe
Per i cittadini di Catania e per gli operatori dell'indotto, le questioni sollevate sono concrete: stabilità occupazionale, qualità dei servizi (check-in, sicurezza, collegamenti) e orientamento degli investimenti futuri. Le risposte che il ministero fornirà all'interrogazione saranno determinanti per definire tempi e modalità del processo, oltre che per stabilire eventuali paletti normativi o patti di tutela che accompagnino la privatizzazione.
Nei prossimi giorni si attende la presa di posizione ufficiale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Strettamente collegata a questo passaggio sarà l'attenzione che enti locali, organizzazioni sindacali e rappresentanti dell'economia siciliana porranno sulle condizioni poste per la cessione della quota di controllo.
Per la città e la provincia di Catania resta centrale ottenere garanzie che il percorso di privatizzazione non comprometta la funzione pubblica e strategica dello scalo, né la tutela dei lavoratori che quotidianamente ne assicurano il funzionamento.