Cosa prevede il provvedimento a Caserta
Un’ordinanza comunale – la n. 20 firmata il 13 luglio – introduce a Caserta il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche dopo le 23. La misura, assunta dai commissari alla guida del Comune, resterà in vigore per due mesi. L’obiettivo dichiarato dal quadro normativo è il contenimento dei fenomeni legati alla movida notturna e il rafforzamento del decoro urbano nelle ore serali e notturne.
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Numero ordinanza | 20 |
| Data | 13 luglio |
| Ambito | Vendita e somministrazione per asporto di alcol |
| Orario | Dopo le 23 |
| Durata | 2 mesi |
La contestazione di Fipe Confcommercio
La reazione delle associazioni di categoria è stata immediata. Fipe Confcommercio Caserta parla di misura sproporzionata e chiede un incontro urgente con la giunta commissariale per rivedere il testo. L’organizzazione dei pubblici esercizi lega il provvedimento a un potenziale collasso economico per «centinaia di attività» tra bar, pub e locali dell’intrattenimento, sostenendo che il divieto non incida sui comportamenti violenti che si verificano più tardi nella notte.
«La stretta sull’alcol dopo le 23 […] non solo è inefficace, ma si configura come una vera e propria condanna a morte per i locali che rispettano le regole e che hanno contribuito a sostenere i costi della sicurezza privata per garantire la tranquillità delle zone» (Giuseppe Russo, presidente provinciale Fipe Confcommercio)
Secondo la federazione, la tempistica del divieto colpisce la fascia oraria che sostiene i ricavi serali senza affrontare il momento critico della malamovida, che – riferiscono gli operatori – si concentra intorno alle due del mattino. Il risultato, per Fipe, sarebbe un effetto punitivo sulla filiera dell’intrattenimento senza un corrispondente miglioramento della sicurezza.
Impatto locale su imprese, lavoro e quartieri
Per la piazza casertana, la limitazione dell’asporto dopo le 23 incide in modo diretto sull’organizzazione dei turni, sulla programmazione degli acquisti e sull’offerta serale dei locali. Gli esercenti temono una riduzione della clientela nelle ore in cui, soprattutto nel periodo estivo, si concentra gran parte dell’afflusso. La replica dei pubblici esercizi mette inoltre l’accento sulle spese sostenute per la sicurezza privata in alcune aree della movida, considerate misure già attivate in collaborazione con le istituzioni e oggi rese meno sostenibili da una contrazione degli incassi.
Il dibattito tocca anche il decoro e la vivibilità dei quartieri più esposti al traffico serale. Le sigle di categoria richiamano un contesto più ampio fatto di controlli sul territorio e servizi urbani, sostenendo che un divieto generalizzato non distingua tra chi rispetta le regole e chi alimenta comportamenti scorretti. Resta dunque aperta la questione su quali strumenti – dalla vigilanza al coordinamento degli orari – possano garantire equilibrio tra sicurezza e tutela dell’economia locale.
Le richieste degli esercenti e il nodo dell’orario
Nella loro posizione, gli operatori sottolineano che gli episodi più problematici della notte non coincidono con la fascia 23:00–01:00, ma emergono quando diminuisce la presenza di controlli capillari. Da qui la critica a un orario ritenuto «scoordinato» rispetto alla dinamica reale della notte cittadina. Viene inoltre segnalata la penalizzazione del modello di business basato sulla somministrazione serale, con ricadute che possono propagarsi alla filiera di fornitori e lavoratori stagionali.
La federazione ribadisce che il settore non intende sottrarsi al tema della sicurezza, ma sollecita un percorso condiviso di aggiustamenti: si va dalla richiesta di riesame dell’orario del divieto alla modulazione delle regole in relazione alle aree più sensibili, fino al rafforzamento dei controlli nelle ore considerate più critiche.
Prossimi passi e cosa cambia per i cittadini
Fipe Confcommercio ha chiesto un incontro formale alla guida commissariale per aprire un tavolo di confronto e arrivare a una revisione dell’ordinanza. In attesa di sviluppi, le attività e i residenti devono attenersi a quanto disposto: dopo le 23, a Caserta è vietata la vendita e la somministrazione per asporto di alcolici.
- Dalle 23 scatta il divieto di asporto di bevande alcoliche.
- La misura resta valida per due mesi dalla data dell’ordinanza.
- Le associazioni di categoria hanno avviato un confronto con il Comune per correttivi.
Nelle prossime settimane, l’esito del dialogo tra amministrazione e rappresentanti dei pubblici esercizi sarà decisivo per calibrare l’equilibrio tra ordine pubblico e sopravvivenza economica di un comparto che, soprattutto d’estate, genera lavoro e presidio sociale in molte zone della città.