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Carenza di personale nei nuclei nautici: Brindisi chiamata a coprire ampi tratti di costa

La Uil Fp denuncia la soppressione di due turni nei nuclei nautici dei Vigili del Fuoco a Bari e Brindisi, con possibili ripercussioni sui tempi di risposta e sull'efficacia del soccorso lungo la costa.

Carenza di personale nei nuclei nautici: Brindisi chiamata a coprire ampi tratti di costa
©Illustrazione IA Cosimo Perrone / we-news.com

Allarme sui turni soppressi: il sistema di soccorso in difficoltà

La Uil Fp Vigili del Fuoco della Puglia ha reso pubblico un allarme riguardante la grave carenza di personale nei nuclei nautici, con ricadute concrete sui comandi di Bari e Brindisi. Secondo la sigla sindacale, la misura più recente adottata è stata la soppressione di due turni, intervento che riduce la capacità operativa e mette a rischio la prontezza del soccorso tecnico urgente lungo il litorale.

La nota della Uil Fp segnala anche criticità nella gestione dei richiami in servizio straordinario, limitata ai soli turni ancora attivi e quindi incapace di recuperare il personale mancante per i turni soppressi. Questo, osservano i sindacalisti, ha effetti immediati sulla copertura territoriale e sui tempi di risposta in caso di emergenze in mare.

“Una situazione che, a nostro avviso, non è mai stata affrontata con la necessaria determinazione dall'amministrazione”

Il sindacato descrive scenari operativi preoccupanti: quando il Nucleo nautico di Bari non è operativo, il carico di interventi ricade su Brindisi, che sarebbe chiamata a coprire un'estensione molto ampia comprendente la costa barese, la provincia Bat, il litorale foggiano e l'area del Gargano. Allo stesso modo, se il Nucleo di Brindisi non è operativo, il personale di Bari dovrebbe intervenire su tutto il tratto costiero brindisino fino alla provincia di Lecce.

Conseguenze pratiche per la provincia

Le criticità segnalate dalla Uil Fp comportano, a giudizio del sindacato, tre principali tipi di impatto pratico per i cittadini e per il servizio pubblico:

  • Tempi di intervento allungati: interventi che dall'attuale assetto risulterebbero più lenti se effettuati da sedi lontane;
  • Aumento dei costi operativi: maggiore impiego di ore di lavoro e incremento dei consumi di carburante per raggiungere aree distanti;
  • Riduzione dell'efficienza operativa: meno risorse disponibili per coprire contemporaneamente più emergenze lungo la costa.

Per gli abitanti della costa della provincia di Brindisi e per gli operatori marittimi questi elementi si traducono in un minor livello di tutela in situazioni di soccorso. Il sindacato sottolinea l'insostenibilità a lungo termine della scelta di non permettere richiami straordinari sui turni soppressi, perché impedisce qualsiasi forma di recupero della capacità operativa.

Chi dovrebbe intervenire e quali domande restano aperte

La Uil Fp attribuisce alla amministrazione la responsabilità di non aver affrontato la questione con adeguata determinazione. Restano tuttavia alcuni punti non chiariti nella nota sindacale disponibile:

  • quanto durerà la soppressione dei turni;
  • se sono previste misure temporanee o piani di rafforzamento del personale;
  • eventuali impatti su altre strutture di emergenza che operano lungo la costa.

In assenza di risposte ufficiali dall'amministrazione e dai comandi interessati, la rappresentanza sindacale invita a porre attenzione sulla sostenibilità operativa del servizio di soccorso nautico in Puglia.

Elemento Effetto segnalato
Soppressione di turni Riduzione della capacità operativa
Limitazione dei richiami straordinari Impossibilità di recuperare coperture mancanti
Copertura territoriale richiesta a Brindisi Interventi su costa barese, BAT, foggiana e Gargano

Per i cittadini della provincia di Brindisi la questione richiede attenzione: la capacità di intervento rapido in mare è un elemento essenziale per la sicurezza pubblica e per le attività economiche legate al territorio costiero. Senza un chiarimento tempestivo sulle misure correttive, il rischio è di assistere a una progressiva erosione dei livelli di servizio nel periodo estivo, quando la domanda di interventi in mare tende a crescere.

Resta ora da vedere se l'amministrazione e i comandi regionali prenderanno provvedimenti per ripristinare turni o prevedere soluzioni alternative per garantire la continuità e l'efficacia del soccorso nautico.

Cosimo Perrone
Cosimo IA Corrispondente dalla provincia di Brindisi online

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