Rifornimento che costa caro: due auto fuori uso dopo il pieno
Una vicenda che mette in guardia gli automobilisti: una pensionata di 64 anni ha dovuto separarsi da due vetture dopo aver effettuato rifornimenti con diesel che, secondo le ricostruzioni, sarebbe risultato contaminato. L'episodio, avvenuto nel Bellunese, è emerso nell'ambito di una serie di segnalazioni che interessano anche, seppure in misura minore, la provincia di Treviso.
Come sono andati i fatti
La donna, che usava da anni lo stesso distributore, ha effettuato il pieno in due giorni distinti. In entrambe le occasioni le auto si sono fermate quasi immediatamente dopo che il carburante è entrato in circolo, nelle vicinanze del punto di rifornimento. I guasti, stimati sui veicoli, hanno reso necessario rottamare due mezzi e acquistare un'auto usata per garantire la mobilità quotidiana.
Impatto economico e numeri
Il costo complessivo sostenuto dalla donna è stato descritto come particolarmente elevato. Tra riparazioni, veicoli da rottamare e l'acquisto di un mezzo usato, la spesa si avvicina a 9.000 euro, comprendendo anche la differenza di valore tra i veicoli e le pratiche amministrative.
| Voce | Importo/Quantità |
|---|---|
| Danni stimati su un veicolo | circa 3.500 € |
| Danni stimati sull'altro veicolo | circa 800 € |
| Acquisto auto usata | circa 4.000 € |
Segnalazioni e verifiche
Adiconsum ha raccolto le denunce relative a emergenze di motori fermi dopo il rifornimento: i casi segnalati finora sono 23. L'associazione ha avviato accertamenti per ricostruire la filiera del carburante e verificare eventuali responsabilità del distributore o del fornitore.
- Il fenomeno interessa maggiormente la provincia di Belluno, con ricadute anche in parte su Treviso.
- Le conseguenze spaziano da guasti immediati al motore fino alla necessità di sostituire i veicoli.
- Adiconsum sta coordinando le segnalazioni per procedere con verifiche tecniche e legali.
Cosa devono sapere gli automobilisti locali
Per chi usa veicoli diesel, è opportuno adottare alcune precauzioni pratiche: conservare ricevute e scontrini del rifornimento, annotare data e ora, verificare la posizione del distributore e segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia al proprio meccanico e alle associazioni per la tutela dei consumatori. In presenza di fermo motore immediato dopo il pieno, evitare tentativi di ripartenza che possano aggravare i danni e documentare la situazione con foto o video.
Le autorità competenti e le associazioni dei consumatori sono al lavoro per chiarire l'origine della contaminazione e per fornire indicazioni agli utenti colpiti. La vicenda evidenzia la necessità di controlli puntuali nella filiera dei carburanti per tutelare la sicurezza stradale e i diritti dei consumatori.