Nuove regole anti-caldo valide fino al 23 settembre
La Regione Lombardia ha introdotto un provvedimento volto a tutelare i lavoratori esposti al calore estremo: l'Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026, in vigore dal 10 giugno al 23 settembre 2026, dispone limitazioni alle attività lavorative all'aperto nelle ore centrali della giornata nei casi di rischio termico elevato rilevato dalle mappe ufficiali.
La misura interessa in modo specifico i settori che più frequentemente operano all'aperto: agricoltura e florovivaismo, cantieri edili a cielo aperto e cave. L'attivazione del divieto è condizionata alla segnalazione di rischio termico classificato come "alto" sulla piattaforma Worklimate.
«Ogni regione ha emanato delle ordinanze anti caldo, e anche la Regione Lombardia ha fatto la sua parte con l’Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026» — spiega Marta Penati, Ceo di Tecnologie d’impresa.
Obblighi per le aziende e organizzazione del lavoro
Le imprese devono mettere in atto una serie di adempimenti per garantire la conformità normativa e la sicurezza del personale. Le principali indicazioni contenute nel provvedimento richiedono alle aziende di integrare il rischio termico nel Documento di Valutazione dei Rischi e di attivare misure organizzative e sanitarie adeguate.
- Anticipo dei turni e programmazione del lavoro all'alba quando possibile.
- Sospensione obbligatoria delle attività all'esterno nella fascia oraria indicata (ore centrali) quando il livello di rischio è elevato.
- Pianificazione di pause strutturate in aree ombreggiate e disponibilità continua di acqua fresca.
- Fornitura di indumenti protettivi leggeri, traspiranti e coprenti e formazione specifica sul rischio termico.
- Attivazione di sorveglianza sanitaria da parte del medico competente e consultazione documentata dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Validità ordinanza | 10/06/2026 - 23/09/2026 |
| Fascia oraria oggetto di divieto | circa dalle 12:30 alle 16:00 (attivazione su rischio "alto") |
| Settori coinvolti | Agricoltura e florovivaismo, cantieri edili all'aperto, cave |
Impatto pratico nella provincia di Como
Per le imprese comasche operare con queste restrizioni significa rivedere la logistica quotidiana: molti cantieri e aziende agricole dovranno anticipare i turni nelle ore più fresche del mattino o concentrare le attività che richiedono sforzo fisico nelle fasce orarie consentite. La norma richiede inoltre formazione dedicata e la formalizzazione delle misure protettive nel DVR, con possibili riflessi sui costi operativi e sulla programmazione dei cantieri.
Dal punto di vista dei lavoratori, le disposizioni mirano a ridurre i casi di colpi di calore, esaurimento e altre patologie correlate allo stress termico. L'obbligo di sorveglianza sanitaria e di pause in aree ombreggiate rappresenta una tutela concreta, soprattutto per chi svolge mansioni pesanti all'esterno durante l'estate.
Le aziende interessate possono consultare le mappe del portale Worklimate per conoscere in tempo reale i livelli di rischio e devono predisporre la documentazione richiesta a prova di conformità in caso di controlli.
Per ulteriori dettagli operativi e per il supporto nell'adeguamento normativo, le imprese sono invitate a rivolgersi ai servizi competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e ai consulenti di settore.