Bolzano al top per depositi: cosa dicono i numeri
La provincia di Bolzano risulta la più ricca d'Italia in termini di depositi bancari: secondo uno studio dell'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari (Adusbef), ogni altoatesino ha sul conto corrente in media 30.400 euro.
Altre province in testa alla classifica sono Milano con 27.900 euro, Piacenza con 26.800 euro, Sondrio con 26.000 euro e Belluno con 25.650 euro. All'estremo opposto si colloca la provincia di Crotone, dove la media dei depositi per abitante è pari a 9.600 euro.
| Provincia | Depositi medi per abitante (EUR) |
|---|---|
| Bolzano | 30.400 |
| Milano | 27.900 |
| Piacenza | 26.800 |
| Sondrio | 26.000 |
| Belluno | 25.650 |
| Crotone | 9.600 |
Incremento dei depositi e costo della banca per le famiglie
I depositi sui conti correnti sono cresciuti nominalmente del 28,3% in 10 anni, salendo da circa 906 miliardi (dato iniziale riportato dalla fonte) agli attuali 1.163 miliardi. Tuttavia, nello stesso arco temporale l'inflazione complessiva è stata pari al 23,6%: al netto di questo effetto, l'aumento reale della ricchezza depositata si riduce al +4,7%.
Per le famiglie pesa anche il maggior costo di gestione dei conti: la spesa media è aumentata del 23% in 10 anni, passando da 82,2 euro a 101,1 euro. A incidere maggiormente sono le spese variabili (bonifici, pagamenti, prelievi ecc.), aumentate del +34,2%, mentre le spese fisse (canoni, carte ecc.) sono salite del +17,6%, passando da 55,6 a 65,4 euro.
Interpretazione e conseguenze per il territorio
Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, mette in guardia dall'interpretare il dato come segnale di maggiore benessere diffuso:
“La crescita dei depositi bancari riflette la volontà delle famiglie di proteggersi in un contesto di persistente incertezza economica. Questo dato non va interpretato come indicatore di maggior benessere: spesso il risparmio è frutto della rinuncia ai consumi e di un atteggiamento prudenziale”.
Per la provincia di Bolzano il primato nei depositi può dipendere da più fattori strettamente legati al contesto locale: livelli salariali medi più elevati rispetto ad altre aree del Paese, risparmio previdenziale e familiare, nonché una maggiore propensione a trattenere liquidità anticipando spese future o come scudo contro l'incertezza economica. Tuttavia, la crescita nominale dei depositi, se confrontata con l'inflazione, lascia emergere un aumento reale contenuto.
Cosa significa per i cittadini altoatesini
- Liquidità disponibile: il dato indica una maggiore disponibilità di risparmio liquido rispetto ad altre province, utile per spese straordinarie, investimenti o per la gestione della stagionalità del lavoro in alcuni settori.
- Costi bancari in aumento: le famiglie devono valutare l'impatto dei maggiori oneri di gestione e delle spese variabili sui bilanci domestici.
- Impatto reale della ricchezza: l'effetto dell'inflazione riduce significativamente il guadagno nominale: l'incremento reale dei depositi è limitato.
Per i consumatori altoatesini resta quindi importante confrontare offerte bancarie, prestare attenzione alle commissioni sui servizi più usati (bonifici, prelievi, carte) e considerare soluzioni di risparmio e investimento che proteggano il potere d'acquisto nel tempo. Le autorità locali e gli operatori economici potrebbero trarre spunti da questi dati per promuovere strumenti finanziari e percorsi informativi rivolti alle famiglie.
In sintesi, il primato di Bolzano nei depositi sui conti correnti conferma una consistente dotazione di liquidità per residente, ma solleva interrogativi sulla natura di quel risparmio e sugli effetti reali, dopo l'erosione inflazionistica e l'aumento dei costi bancari.