Controllo ispettivo in carcere: emergono numeri e criticità
Una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione ha effettuato martedì 14 luglio una visita alla Casa Circondariale di Biella nell’ambito di una mobilitazione nazionale che ha interessato numerosi istituti penitenziari italiani. All’incontro, oltre alla direzione, hanno partecipato personale della polizia penitenziaria, operatori dell’area educativa e persone detenute.
Dalla ricognizione sono emersi elementi concreti e misurabili che fotografano la situazione interna: un livello di affollamento superiore alla capienza regolamentare, carenze nel personale specialistico e criticità nelle condizioni igienico‑sanitarie, soprattutto nel padiglione più datato.
Numeri chiave rilevati durante la visita
| Voce | Dato |
|---|---|
| Persone presenti | 584 |
| Capacità regolamentare | 392 |
| Funzionari giuridico‑pedagogici in servizio | 1 Capoarea e 3 funzionarie |
| Pianta organica prevista | 8 funzionari |
| Lavoranti per le lavorazioni domestiche | 151 |
| Persone impiegate nella sartoria | 60 |
Criticità e riscontri
Il dato più evidente è il sovraffollamento: erano presenti 584 persone a fronte di una capienza regolamentare di 392 posti letto. Questa condizione incide sulla vivibilità delle sezioni, sull’organizzazione dei servizi e sulle opportunità di trattamento.
La delegazione ha inoltre rilevato una cronica carenza di funzionari giuridico‑pedagogici, con in servizio solo un Capoarea e tre funzionarie rispetto a una pianta organica di otto. Anche il personale di polizia penitenziaria risulta in lieve sotto organico. La mancanza di figure professionali specifiche può ridurre la capacità dell’istituto di gestire percorsi rieducativi e di supporto.
- Condizioni igienico‑sanitarie ritenute non sempre adeguate nell’isolamento e nella sezione 32;
- Problemi nei passeggi e nelle docce delle sezioni ordinarie;
- Presenza di attività lavorative attive, tra cui la sartoria.
Elementi positivi segnalati
Tra i riscontri favorevoli la visita ha evidenziato l’avvio di un progetto pilota sanitario che ha portato alla realizzazione di una sala oculistica e all’erogazione di protesi dentarie per le persone detenute. Si segnala inoltre l’attività produttiva legata alla sartoria, che attualmente impiega circa 60 persone detenute e rappresenta un’opportunità lavorativa e formativa all’interno della struttura.
Il dato degli occupati nelle lavorazioni domestiche — 151 persone — dimostra l’esistenza di spazi organizzativi per l’impiego, ma non attenua le criticità strutturali e igieniche rilevate.
Conseguenze locali e nodi aperti
Per la comunità di Biella la fotografia emersa dalla visita pone questioni che coinvolgono più livelli: la gestione dell’ordine e della sicurezza all’interno dell’istituto, la tutela della salute delle persone detenute, la necessità di investimenti strutturali e di un adeguato organico di figure specialistiche. La presenza di un progetto sanitario e di attività lavorative mostra tentativi di miglioramento, ma il divario tra capacità regolamentare e popolazione presente rimane un elemento critico.
Le istituzioni locali e le autorità competenti dovranno confrontarsi sui dati emersi per definire interventi mirati, sia sul fronte del personale sia su quello delle condizioni materiali degli spazi, al fine di garantire il rispetto dei diritti e la sicurezza di tutti gli interessati.
La delegazione che ha compiuto la visita includeva, tra gli altri, Luigi Piana, Luca Biasetti, Vincenzo Buttafuoco, Don Paolo Boffa Sandalina, Achille Saletti Boccali, Perla Arianna Allegri, Greta Cogotti, Karim El Motaraiji, Riccardo Bresciani, Marta Bruschi, Sara Novaretti e Andrea Foglio Bonda, che hanno incontrato la direzione, il personale e le persone detenute durante la ricognizione.
Resta ora da vedere quali azioni concrete verranno avviate dalle autorità penitenziarie e dagli enti territoriali per affrontare le criticità rilevate e consolidare gli elementi positivi segnalati.