Decisione d'appello sulla vicenda di Chiavazza
La Corte d'Assise d'Appello di Torino ha pronunciato oggi, 10 luglio, una sentenza che modifica le pene inflitte in primo grado per i fatti avvenuti a Chiavazza, quartiere di Biella, nel luglio 2023. La vicenda aveva avuto ampia risonanza locale: la vittima era un uomo di 58 anni, identificato come Giovanni Santus, trovato senza vita in un alloggio della zona.
In primo grado, nell'ottobre 2025, la Corte d'Assise di Novara aveva condannato all'ergastolo due degli imputati. Oggi la Corte d'Assise d'Appello ha rideterminato le pene: per Andrea Basso e Lionel Ascoli la condanna è stata fissata a 24 anni e 6 mesi ciascuno.
Altri imputati e modifiche di pena
La decisione d'appello ha comportato inoltre una riduzione delle pene per altri due imputati, coinvolti con ruoli diversi nel procedimento. In particolare:
- Silvio Iarussi: pena ridotta da 2 anni e 6 mesi a 2 anni;
- Asia Luciana Mula: pena ridotta da 2 anni e 2 mesi a 1 anno e 6 mesi, con conferma della riqualificazione del reato da omicidio volontario a reato omissivo (omissione di soccorso).
Per Basso e Ascoli, l'accusa riteneva che Santus fosse stato brutalmente picchiato per la mancata condivisione di una bottiglia di gin, sottoposto a sofferenze anche con acqua bollente e infine abbandonato. Le circostanze descritte nell'impianto accusatorio avevano motivato la pesante condanna in primo grado.
| Imputato | Pena in 1° grado | Pena in appello |
|---|---|---|
| Andrea Basso | Ergastolo | 24 anni e 6 mesi |
| Lionel Ascoli | Ergastolo | 24 anni e 6 mesi |
| Silvio Iarussi | 2 anni e 6 mesi | 2 anni |
| Asia Luciana Mula | 2 anni e 2 mesi | 1 anno e 6 mesi (omissione di soccorso) |
Prossimi passi giudiziari e ricadute locali
Le motivazioni della sentenza d'appello saranno depositate entro 90 giorni, termine entro il quale si conosceranno le argomentazioni con cui la Corte ha ritenuto di attenuare le pene rispetto al giudizio di primo grado. La decisione potrà essere oggetto di ricorso in Cassazione da parte delle parti processuali, operazione che potrà prolungare ulteriormente il procedimento.
Per la comunità di Biella la vicenda ha rappresentato un episodio di forte impatto, sia per la violenza dei fatti che per la collocazione del crimine in un alloggio del territorio cittadino. La rideterminazione delle pene solleverà inevitabilmente reazioni diverse tra chi ritiene adeguata la risposta giudiziaria e chi, invece, ne chiedeva la conferma dell'ergastolo.
Le forze dell'ordine locali hanno avviato gli accertamenti fin dalle prime fasi dell'indagine; l'iter giudiziario successivo rimane ora l'unico canale per l'accertamento definitivo delle responsabilità e per la definizione delle eventuali ulteriori impugnazioni.