Controlli e incertezze dopo il decreto del Ministero
Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 12 luglio ha riacceso l'attenzione sugli strumenti per il rilevamento della velocità. In Veneto ai registri ufficiali risultano 428 autovelox e 12 tutor autostradali. Dalle verifiche iniziali, la provincia di Verona figura tra quelle in cui la maggior parte dei dispositivi è al momento considerata omologata e funzionante.
Nonostante ciò, resta un nodo aperto: il Ministero non ha pubblicato una lista dettagliata dei dispositivi ritenuti non conformi alla nuova disciplina. Di conseguenza, la verifica dovrà essere condotta caso per caso dagli enti proprietari delle strade e, in caso di sanzione, dagli automobilisti stessi che vorranno accertare la regolarità dell'apparecchio che ha contestato l'infrazione.
"Si poteva fare un passo in più verso la trasparenza e pubblicare dove sono e quali sono gli 850 dispositivi non in regola"
La critica arriva da rappresentanti locali delle autonomie, che sottolineano l'utilità di una mappa pubblica: senza informazioni chiare, spiegano, diventa difficile per cittadini e amministrazioni comprendere quali apparecchi siano effettivamente sospesi e quali restino attivi.
Quali sono le conseguenze pratiche per la provincia
- I Comuni e le Province devono verificare la documentazione di ogni singolo autovelox presente sul proprio territorio, incluse autorizzazioni prefettizie e inserimento nel censimento nazionale.
- Gli automobilisti multati hanno ora la possibilità di richiedere verifiche formali sull'omologazione e sulla taratura del dispositivo che ha rilevato la violazione.
- Per i dispositivi installati prima del giugno 2017 si concentra il maggiore rischio di non conformità, poiché potrebbero non aver ottenuto l'omologazione prevista dalla nuova normativa.
Dal punto di vista operativo, nella nostra regione la platea degli apparecchi da esaminare non è insignificante: il decreto nazionale stima che circa 850 dispositivi in Italia debbano essere fermati rispetto a poco più di 4.000 presenti. Questo significa che, su scala nazionale, circa un quarto degli strumenti potrebbe risultare non in regola. In Veneto il lavoro di controllo sarà dunque articolato e dipenderà in larga misura dall'attività degli enti locali e della Prefettura.
Trasparenza e ricorsi: le richieste dei sindaci
I rappresentanti degli enti locali chiedono una maggiore pubblicità dei dati. Senza una lista ufficiale, osservano, si perde un'opportunità per chiarire subito quali postazioni siano inattive e per prevenire contenziosi. La normativa vigente richiede inoltre che gli strumenti abbiano l'autorizzazione del prefetto e siano regolarmente censiti: elementi che, se mancassero, potrebbero costituire motivo di ricorso per chi riceve una sanzione.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Autovelox in Veneto | 428 |
| Tutor autostradali in Veneto | 12 |
| Dispositivi stimati da fermare in Italia | circa 850 |
| Totale dispositivi in Italia | poco più di 4.000 |
Per i veronesi interessati a verificare la regolarità di una postazione sul proprio comune, i passi consigliati sono: contattare l'ufficio tecnico del Comune o la Provincia competente, richiedere la documentazione amministrativa e la prova di omologazione e inserimento nel censimento nazionale; in caso di dubbi, valutare il ricorso amministrativo o giurisdizionale con l'assistenza di un legale.
La fase che si apre dopo il decreto sarà quindi intensa: da un lato i controlli tecnici e burocratici degli enti proprietari delle strade, dall'altro la richiesta di chiarezza da parte dei cittadini e delle amministrazioni. Per la provincia di Verona, la situazione attuale è più favorevole rispetto ad altre aree, ma la piena certezza arriverà solo quando il censimento e le verifiche saranno completati.