Peggiora la sicurezza sul lavoro nella Tuscia: +14,1% di denunce
I primi cinque mesi del 2026 mostrano un incremento significativo degli infortuni sul lavoro nella provincia di Viterbo. Secondo i dati riportati dalle denunce presentate all'Inail, le segnalazioni nel Viterbese sono passate da 779 a 889, con una crescita percentuale del 14,1%.
Il quadro regionale è preoccupante: nel Lazio le denunce per infortuni sul lavoro sono aumentate da 13.973 a 15.404, pari a un +10,2%. A livello nazionale la crescita si attesta invece sul 4,7%, quindi la tendenza regionale risulta più che doppia rispetto alla media italiana.
“Un incremento nettamente superiore a quello registrato a livello nazionale, dove le denunce crescono del 5,5 per cento”
La segnalazione è della Cgil di Roma e del Lazio, che sottolinea come il dato sulla regione evidenzi una tendenza negativa consolidata e invita a maggiore attenzione su prevenzione e controlli.
Chi paga il prezzo più alto
Dai dati emerge anche la distribuzione settoriale e demografica delle denunce. Tra i soggetti maggiormente colpiti si riscontrano:
- le lavoratrici (aumento segnalato nelle denunce complessive);
- le fasce d'età più anziane e i giovani;
- alcuni settori specifici con incrementi percentuali marcati: estrazione di minerali, attività artistiche, sportive e di intrattenimento, agricoltura, silvicoltura e pesca, amministrazione pubblica e difesa, sanità e assistenza sociale.
Per il territorio della provincia di Viterbo l'aumento del 14,1% rappresenta il valore percentuale più alto tra le province laziali riportate, con un effetto diretto sulla sicurezza e sulle condizioni lavorative dei residenti.
Dati provinciali a confronto
| Provincia | Denunce primi 5 mesi 2025 | Denunce primi 5 mesi 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Roma | 14.170 | 15.501 | +9,4% |
| Viterbo | 779 | 889 | +14,1% |
| Rieti | 479 | 519 | +40 casi |
| Latina | 1.445 | 1.544 | +99 casi |
| Frosinone | 1.052 | 1.054 | stazionario |
Nel complesso, le denunce Inail nel Lazio nei primi cinque mesi del 2026 sono state 19.507, contro le 17.925 del medesimo periodo del 2025: un aumento di 1.582 casi, pari a un +8,8% su base regionale totale.
Conseguenze e piste per il territorio
Per le aziende e per le istituzioni locali il dato rappresenta un campanello d'allarme su più fronti: prevenzione nei luoghi di lavoro, formazione obbligatoria e controlli ispettivi. L'aumento interessando sia settori tradizionali come l'agricoltura sia comparti emergenti come le attività di intrattenimento, suggerisce interventi mirati e differenziati per tipo di rischio.
Dal punto di vista pratico, le azioni possibili sul territorio comprendono:
- rafforzamento dei piani di formazione per la sicurezza nei settori più colpiti;
- maggiore efficacia dei controlli ispettivi e verifiche periodiche delle misure di prevenzione;
- campagne informative rivolte a lavoratrici e lavoratori nelle fasce di età più vulnerabili.
La conferma del numero immutato di denunce per infortuni mortali nel Lazio (29 nei primi cinque mesi del 2026, come nel 2025) non deve tuttavia far abbassare la guardia: la concentrazione di casi mortali nella provincia di Roma (22 su 29) evidenzia che il territorio regionale presenta criticità differenziate e richiede risposte coordinate.
Per la provincia di Viterbo il dato percentuale più elevato impone un'attenzione immediata da parte dei soggetti istituzionali, delle organizzazioni sindacali e delle imprese per invertire la tendenza e tutelare la sicurezza dei lavoratori.