Sesta udienza ad Aprica sul decesso dei coniugi: focus su salute e contesti di vita
Si allunga il dibattimento in Corte d’Assise sul caso che due anni fa scosse la comunità di Aprica: la morte della novantunenne Anna Maria Squarza e il successivo decesso del marito Giorgio, trovato in gravi condizioni e spentosi una settimana dopo in ospedale a Sondrio. Nell’appartamento di via Europa erano emersi, il 12 aprile, i contorni di una vicenda familiare complessa che oggi è al centro del processo a carico del sessantenne Antonio Monticelli, originario di Verona e da tempo residente nella località valtellinese.
L’imputato risponde di abbandono di incapace con conseguente decesso e di occultamento di cadavere. La sesta udienza, iniziata alle 9, ha raccolto le deposizioni di vari testimoni indicati dalla difesa, rappresentata dall’avvocata Manuela Mauro del foro di Sondrio. Titolare dell’accusa è il pubblico ministero Daniele Carli Ballola. A presiedere il collegio, composto da due giudici togati e sei popolari, è il magistrato Carlo Camnasio.
Le testimonianze: vista compromessa e relazioni nel tessuto locale
Il quadro emerso in aula ha toccato più piani. Da un lato, le condizioni di salute dell’imputato nel periodo precedente ai fatti, con particolare riferimento alle gravi difficoltà visive attribuite a una cataratta definita «compromessa». Dall’altro, la rete di rapporti quotidiani in paese, tra conoscenze condominiali e relazioni instaurate nel tempo, descritta come corretta e collaborativa.
Secondo i racconti raccolti, Monticelli intratteneva rapporti continuativi con una giovane residente e con il padre di lei, entrambi amministratori del condominio dove la famiglia, originaria del Veneto, aveva scelto di trasferirsi durante l’emergenza Covid. È stata inoltre richiamata la frequentazione costante con una commerciante del posto, relazione che negli anni sarebbe divenuta una vera e propria amicizia. Più voci, convergenti, hanno descritto un uomo misurato, inserito e rispettoso delle regole della comunità.
Il nodo sanitario: cataratta avanzata e autonomia ridotta
Il viceprimario di Oculistica dell’ospedale di Sondrio, Gianmaria Verdesca, ha ricostruito il percorso clinico dell’imputato, spiegando che Monticelli fu sottoposto a due interventi agli occhi, il 10 luglio 2024 e il 2 settembre successivo, con esiti positivi. Prima delle operazioni, la capacità visiva risultava fortemente limitata. Il medico ha chiarito le difficoltà pratiche che una condizione del genere comporta nella vita di tutti i giorni.
«Aveva una cataratta molto avanzata a entrambi gli occhi [...] Prima delle operazioni, andate bene, aveva enormi difficoltà. Chi è affetto da queste patologie riesce a cavarsela unicamente in ambiente familiare [...] altrimenti organizzarsi in autonomia diventa un’impresa»
L’elemento sanitario si intreccia con la valutazione giuridica: la difesa lo ha richiamato per inquadrare il grado di autonomia reale dell’imputato in quel periodo. In aula è stato citato anche il suo successivo soggiorno in una struttura protetta, durante il quale — stando alle testimonianze — avrebbe mantenuto un comportamento esemplare.
Il procedimento e i prossimi passaggi
La giornata ha confermato l’impostazione dialettica tra accusa e difesa: da una parte la ricostruzione dei fatti che hanno portato al decesso dei due anziani coniugi; dall’altra l’approfondimento delle condizioni personali dell’imputato e del contesto relazionale in cui si muoveva ad Aprica. Il procedimento proseguirà con ulteriori escussioni e acquisizioni documentali, secondo il calendario fissato dal collegio giudicante.
Resta centrale, per la comunità locale, comprendere come i tempi e le responsabilità di quella convivenza familiare abbiano inciso sull’esito tragico. L’attenzione in Valtellina rimane alta: l’epilogo giudiziario potrà offrire risposte a una vicenda che ha interrogato il paese sul rapporto tra cura, fragilità e doveri di assistenza all’interno delle mura domestiche.
Le date chiave del caso
| Evento | Data |
|---|---|
| Ritrovamento in via Europa ad Aprica | 12 aprile (di due anni fa) |
| Intervento oculare all’occhio destro/sinistro | 10 luglio 2024 |
| Secondo intervento oculare | 2 settembre (successivo) |
| Sesta udienza in Corte d’Assise | Settimana corrente |
Impatto locale e prospettive
- Il caso rimette al centro il tema dell’assistenza agli anziani e delle reti di supporto nelle località di montagna.
- Le deposizioni su salute e inserimento sociale dell’imputato contribuiranno alla valutazione del profilo soggettivo e delle sue capacità operative nel periodo considerato.
- La comunità attende esiti chiari per fare luce su una vicenda che ha toccato sensibilità diffuse in Alta Valtellina.
Il processo è in corso e vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.