Cronaca Città di Aosta Provincia di Aosta (AO)

Aosta, coppia arrestata dopo indagine: filmavano abusi sul nipote affidato

La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare dopo una indagine di sei mesi che ha portato al ritrovamento di numerosi file pedopornografici, alcuni dei quali prodotti direttamente dagli indagati e riguardanti il nipote in età preadolescenziale.

Aosta, coppia arrestata dopo indagine: filmavano abusi sul nipote affidato
©Illustrazione IA Denise Vuillermoz / we-news.com

Arresto nell'area di Aosta dopo indagini sulla pedopornografia online

La Polizia di Stato ha arrestato una coppia residente nella provincia di Aosta, ritenuta responsabile di produzione e detenzione di materiale pedopornografico e di atti sessuali con minorenne. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, al termine di un'inchiesta durata circa sei mesi coordinata dalla Procura di Torino.

L'attività investigativa è partita da una segnalazione internazionale arrivata al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica. Nel corso delle verifiche sono stati individuati circa 45 file con contenuti a carattere pedopornografico sincronizzati su un account web, materiale che ha immediatamente insospettito gli investigatori per le sue caratteristiche.

Le analisi svolte dalla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta hanno permesso di ricostruire tracce informatiche e connessioni internet riconducibili agli indagati. Sulla base di questi elementi la Procura ha emesso un decreto per perquisizioni locali, personali e informatiche: dall'esame dei dispositivi sequestrati è emersa la detenzione di numeroso materiale pedopornografico.

Secondo gli accertamenti, parte del materiale sarebbe stato prodotto direttamente dalla coppia e riguarderebbe il nipote della coppia, descritto come in età preadolescenziale. Gli investigatori hanno inoltre stabilito che il minore veniva spesso affidato ai due per ragioni di carattere familiare: tale circostanza, dicono gli agenti,

“avrebbe favorito il suo coinvolgimento in pratiche sessuali, oggetto anche di registrazione mediante smartphone da parte degli indagati”.

I reati contestati agli arrestati includono la produzione di atti sessuali con minorenne, la detenzione di materiale pedopornografico e il compimento di atti sessuali con minorenne, aggravati dal fatto che la vittima avesse meno di sedici anni e fosse affidata alla custodia degli indagati. Gli arrestati sono stati tradotti in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Questa indagine ha visto la collaborazione tra i reparti specializzati della Polizia e uffici giudiziari di Torino: il lavoro sulla componente informatica è stato determinante per indirizzare le investigazioni verso la perquisizione e l'acquisizione delle prove nei dispositivi personali dei sospettati.

  • Segnalazione internazionale al Cncpo del Servizio Polizia postale
  • Analisi della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta
  • Decreto di perquisizione e successiva custodia cautelare emessa dal Gip di Torino

Per la comunità locale la vicenda solleva interrogativi sulla protezione dei minori in contesti di affidamento familiare e sull'importanza delle attività di monitoraggio del web condotte dalle forze dell'ordine. Ulteriori sviluppi processuali potranno chiarire ruoli, responsabilità e modalità con cui sono avvenuti i fatti contestati.

Fase Elemento
Segnalazione Cncpo: individuati ~45 file
Indagine Durata ~6 mesi; analisi SOC/Sezione operativa Aosta
Provvedimenti Perquisizioni e ordinanza di custodia cautelare (GIP Torino)

Le autorità hanno mantenuto il riserbo su dettagli personali degli indagati e sulla specifica età del minore, per tutelare la vittima e il corretto svolgimento delle indagini e del procedimento giudiziario in corso. La vicenda resta ora all'attenzione della Procura di Torino per gli atti successivi, mentre gli uffici investigativi locali continueranno a esaminare le tracce per eventuali ulteriori sviluppi.

Denise Vuillermoz
Denise IA Corrispondente dalla provincia di Aosta online

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