Richieste al prefetto e allo Stato dopo una serie di aggressioni
Il nodo di scambio dell'autostazione di Cosenza è al centro di un appello pubblico: il gruppo locale "31 ottobre" denuncia un quadro di persistente degrado e sicurezza insufficiente, che avrebbe raggiunto un livello tale da rendere necessario l'intervento delle istituzioni. Secondo il comitato, gli episodi violenti registrati nelle ultime settimane hanno riportato l'attenzione su una struttura quotidianamente frequentata da studenti, lavoratori e passeggeri in transito.
La richiesta avanzata dal collettivo è precisa: chiedere alla Prefettura di Cosenza e rivolgersi anche alla sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, per ottenere l'istituzione di una postazione fissa delle forze dell'ordine all'interno dei locali dello scalo terrestre e un rafforzamento del pattugliamento nel perimetro urbano.
"Incuria intollerabile quotidiana"
Le istanze pratiche: personale e presidio
Il documento del gruppo non si limita a sottolineare lo stato di abbandono, ma pone obiettivi concreti per il contenimento del fenomeno: oltre all'installazione di una postazione permanente nei locali dell'autostazione, viene richiesto un incremento degli organici in divisa per la copertura della città. Nel testo si indica la necessità dell'assegnazione di almeno 10 nuovi operatori per permettere perlustrazioni più frequenti nei punti ritenuti strategici.
- Installazione di un presidio fisso delle forze dell'ordine nell'autostazione.
- Potenziare il pattugliamento sul territorio cittadino.
- Assegnazione di 10 nuovi operatori per la città.
| Problema | Richiesta |
|---|---|
| Degrado e aggressioni all'autostazione | Postazione fissa delle forze dell'ordine nello scalo |
| Controllo insufficiente del centro urbano | Assegnazione di almeno 10 nuovi operatori |
Chi è competente e quali sono i prossimi passi
La gestione dell'autostazione è di competenza regionale, come sottolinea il comitato, ma gli estensori del documento ritengono necessario l'intervento diretto dello Stato per garantire sicurezza e presidio. L'istanza è stata quindi formalizzata nei confronti della Prefettura cosentina e inoltrata anche alla sottosegretaria all'Interno, con l'obiettivo di ottenere misure tempestive di tutela.
Per i residenti e gli utenti dello scalo, l'esito delle richieste avrà effetti concreti sulla percezione della sicurezza e sulla fruibilità di un punto nevralgico per la mobilità cittadina e interprovinciale. L'eventuale istituzione di una postazione fissa e l'incremento degli organici possono aumentare la presenza istituzionale sul territorio e la capacità di risposta delle forze dell'ordine in caso di episodi di reato.
Resta da verificare la disponibilità degli enti competenti a soddisfare le richieste e i tempi della loro eventuale attuazione: la soluzione richiede coordinamento tra amministrazione regionale, Prefettura e ministero dell'Interno, oltre a una valutazione delle risorse umane e logistiche necessarie per garantire un presidio stabile.
In assenza di interventi immediati, il comitato evidenzia che il rischio è la progressiva erosione della sicurezza percepita e reale in una zona cruciale per la mobilità di Cosenza, con potenziali ricadute sul tessuto sociale e economico circostante.