Una figura riscoperta nel cuore storico di Aosta
Da sabato 25 luglio 2026 fino a mercoledì 28 febbraio 2027 la Chiesa di San Lorenzo di Aosta ospita l'esposizione Rosalie D’Hérin Seris (1871-1956). La prima donna fotografa in Valle d’Aosta, curata da Daria Jorioz e promossa dalla Struttura Attività culturali, espositive e Politiche identitarie della Regione nell'ambito della valorizzazione degli archivi del Bureau Régional Ethnologie et Linguistique.
Il progetto propone un percorso che mette in luce il lavoro di una donna che, a cavallo tra Otto e Novecento, documentò volti e scene della Valle d'Aosta soprattutto attraverso la ritrattistica. L'archivio da cui è tratta la mostra, il Fondo Seris, è composto da circa settecento fototipi originali negativi in bianco e nero su lastra di vetro: da questo corpus la curatrice ha selezionato un'antologia di immagini per ricostruire la vicenda professionale e artistica dell'autrice.
« Rosalie D’Hérin Seris, la cui prima attestazione come fotografa è contenuta in un documento del 1899 – sottolinea la curatrice Daria Jorioz -, può
La mostra presenta ventinove immagini riprodotte in grande formato, stampate filologicamente da Enrico Peyrot. Alcune sono realizzate con procedimenti storici ai sali d'argento, altre con tecnologie digitali, a evidenziare sia il valore documentario degli originali sia le possibilità conservative e di fruizione offerte dalle tecniche contemporanee.
Il percorso biografico e il contesto locale
Marie Rosalie D’Hérin Seris nacque nel 1871 in un villaggio di Montjovet e morì nel 1956. Proveniente da un ambiente contadino, incontrò giovanissima un fotografo ambulante piemontese, specializzato in ritratti, dal quale apprese le prime tecniche. Successivamente trascorse alcuni mesi a Torino per perfezionare pratiche di scatto e stampa, poi tornò in Valle d'Aosta dove si affermò come professionista, soprattutto nel ritratto in studio e in esterno.
Tra i suoi committenti figurano gli abitanti locali e i villeggianti della Fons Salutis di Saint-Vincent: borghesi che si facevano ritrarre in gruppo nell'ambito termale, documento di un rapporto tra fotografia, identità sociale e luoghi di villeggiatura della regione.
Impatto per la città e conservazione degli archivi
L'esposizione rappresenta un'occasione per la città di Aosta non solo sul piano culturale ma anche in termini di tutela del patrimonio fotografico regionale. La selezione e la stampa filologica delle opere, insieme alla valorizzazione del Fondo Seris, contribuiscono a rendere accessibili materiali d'archivio che documentano aspetti della vita quotidiana e delle trasformazioni sociali della Valle d'Aosta tra Otto e Novecento.
- Periodi in mostra: scatti riferibili soprattutto agli anni Venti del Novecento.
- Materiale: circa 700 negativi su lastra di vetro (Fondo Seris); 29 stampe esposte.
- Tecniche di stampa: mix di procedimenti storici ai sali d'argento e tecnologia digitale.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Periodo espositivo | 25/07/2026 - 28/02/2027 |
| Sede | Chiesa di San Lorenzo, Aosta |
| Curatela | Daria Jorioz |
| Stampe esposte | 29 |
Per i residenti e i visitatori la mostra offre la possibilità di avvicinarsi a una pagina poco conosciuta della storia culturale valdostana e di riflettere sul ruolo delle donne nella professione fotografica, sul lavoro di conservazione degli archivi e sulle pratiche di circolazione di immagini che hanno contribuito a raccontare la società locale.
Informazioni su orari e visite sono reperibili attraverso i canali della Struttura Attività culturali, espositive e Politiche identitarie della Regione e presso la sede espositiva.