Un'unica mappa provinciale per i canoni a secondo uso e stato dell'immobile
La Giunta della Provincia autonoma di Trento ha deliberato una revisione dei criteri applicativi per gli alloggi destinati alle politiche abitative, estendendo la possibilità di adottare canoni agevolati a tutti i Comuni del territorio provinciale. Con il provvedimento, promosso dall'assessore competente, le regole finora valide soltanto nei centri maggiormente popolati vengono estese anche alle aree più periferiche, con l'intento di accompagnare interventi di recupero e progetti volti a contrastare lo spopolamento.
Tra le novità metodologiche più significative figura la modifica del parametro di riferimento per il calcolo dei canoni: viene abbandonata la misura della superficie utile a favore della superficie commerciale, che integra la componente muraria e le pertinenze, oltre a valutare in maniera ponderata spazi esterni. Questo cambiamento influisce direttamente sulla determinazione dei valori massimi applicabili agli alloggi considerati in buono stato o di nuova costruzione.
«Vogliamo così dare risposta strutturale e uniforme a tutto il Trentino – le parole dell'assessore nell'illustrare la delibera –. Le esigenze abitative a canone sostenibile non riguardano più solo i grandi centri.»
La nuova impostazione nasce dall'incrocio di fonti tecniche: dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, pubblicazioni di settore e accordi territoriali, con la metodologia validata dall'Istituto di statistica della Provincia di Trento (Ispat). La Provincia ha inoltre precisato che l'adozione dei nuovi criteri non comporterà oneri aggiuntivi per il bilancio provinciale.
Prima dell'approvazione formale la proposta è stata condivisa in forma informale con il Consiglio delle autonomie locali, che ha espresso un giudizio favorevole sull'approccio adottato. Tra gli obiettivi indicati dalla Giunta vi è la possibilità di applicare i canoni agevolati anche in iniziative particolari, come i risanamenti a fini locativi e gli interventi mirati al rilancio di aree a rischio di spopolamento.
Fino ad oggi i valori massimi di riferimento erano stati predisposti per una rosa limitata di Comuni ad alta intensità abitativa. I Comuni interessati dalla disciplina precedente erano:
- Ala
- Arco
- Borgo Valsugana
- Cles
- Lavis
- Levico Terme
- Mezzolombardo
- Mori
- Pergine Valsugana
- Riva del Garda
- Rovereto
- Trento
Con l'allargamento previsto dalla delibera, tali parametri saranno ora declinati per l'intera rete comunale provinciale, con possibili differenziazioni interne alle diverse zone urbane laddove necessario.
| Elemento | Novità |
|---|---|
| Ambito di applicazione | Tutti i Comuni del Trentino |
| Parametro di calcolo | Superficie commerciale (in luogo della superficie utile) |
| Fonti dati | Osservatorio Immobiliare, pubblicazioni di settore, accordi territoriali, validazione Ispat |
| Impatto sul bilancio | Non sono previsti nuovi oneri per la Provincia |
Per le amministrazioni comunali e per gli operatori immobiliari il nuovo quadro normativo implica l'aggiornamento delle pratiche e dei criteri di calcolo nelle procedure che coinvolgono alloggi a canone agevolato, nonché una rivalutazione delle politiche di recupero e destinazione degli immobili pubblici o privati oggetto di programmi di housing sociale. Per i cittadini interessati rappresenta la prospettiva di un'applicazione più capillare delle agevolazioni, anche in territori che finora erano rimasti esclusi da tali strumenti.
Nei prossimi mesi la Provincia dovrà dettagliare le tabelle di riferimento per ciascun Comune e le eventuali zone interne, oltre a definire le modalità operative per l'applicazione nei cantieri di risanamento e nei progetti di rilancio territoriale.