Accordo formalmente chiuso ma il futuro dell'immobile resta incerto
È stato ufficialmente chiuso l'Accordo di Programma relativo all'ex colonia Dalmine di Castione della Presolana. L'intesa, avviata oltre venticinque anni fa tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comunità montana della Valle Seriana e il Comune di Castione, riguardava il recupero dell'immobile e la sua destinazione a Centro di formazione professionale alberghiero regionale. La chiusura amministrativa certifica che le parti hanno posto ordine nei rapporti economico-amministrativi, ma non definisce una nuova funzione per lo stabile, rimasto inutilizzato dal 1986.
Nel dettaglio, l'iter dell'accordo risale al 2000, con integrazioni nel 2005 e una riformulazione nel 2007 che ridefinì competenze e impegni finanziari in seguito al riassetto della formazione professionale. In quella sede la Regione rideterminò il proprio apporto in 11 milioni di euro, destinati in parte alla Provincia per l'attività formativa e in parte al Comune per interventi di sviluppo territoriale e per l'acquisto dell'immobile.
"una patata bollente"
La vicenda è proseguita a singhiozzo per anni: una parte delle risorse non era stata rendicontata fino allo scorso anno, generando richieste di chiarimento e la necessità di ricostruire interamente il percorso contabile. La sindaca di Castione ha raccontato di aver trovato una situazione complessa al suo insediamento nel 2025, con il Comune chiamato a rispondere anche a richieste di rimborso da parte di Regione per circa un milione di euro. Dopo una serie di incontri e verifiche è stato possibile dimostrare la correttezza di alcuni adempimenti e procedere alla chiusura dell'accordo.
Cosa cambia per il territorio e quali sono i nodi aperti
La chiusura dell'Accordo di Programma mette ordine sui conti, ma non comporta automaticamente il riutilizzo dell'immobile. Restano aperte questioni pratiche e politiche:
- Destinazione d'uso: non esiste ancora una decisione definitiva sull'impiego dell'ex colonia — l'ipotesi originaria di un centro di formazione alberghiera non è stata ad oggi attuata.
- Stato dell'immobile: l'edificio è inutilizzato da decenni e richiederà interventi significativi per essere reso operativo.
- Risorse residue: parte dei fondi originari sono stati riallocati o rendicontati, ma eventuali ulteriori investimenti dovranno essere negoziati tra gli enti competenti.
La situazione è particolarmente rilevante per la comunità locale: lo stabile si trova in una zona montana dove spazi per servizi alla formazione e all'accoglienza possono rappresentare un volano per l'occupazione e per l'offerta turistica stagionale. Tuttavia, la mera regolarizzazione amministrativa non equivale a un progetto immediatamente cantierabile. Per arrivare a una riconversione servono risorse fresche, un progetto esecutivo e un soggetto gestore.
Ripartizione finanziaria prevista dall'accordo
| Voce | Importo (EUR) |
|---|---|
| Impegno complessivo Regione | 11.000.000 |
| Alla Provincia (Formazione) | ~5.000.000 |
| Al Comune (acquisto stabile e interventi) | ~6.000.000 |
Parte dei 6 milioni destinati al Comune includeva somme poi restituite alla Regione per l'acquisto dell'immobile, mentre altre porzioni erano destinate a interventi di sviluppo territoriale e non risultavano completamente rendicontate fino all'ultima verifica.
Per i cittadini di Castione e dei comuni limitrofi, le prossime mosse saranno cruciali: l'ente locale dovrà chiarire se intende riproporre un uso formativo, aprire a soluzioni miste (es. strutture ricettive, servizi per la montagna, poli per la formazione tecnica) o cercare partner privati disposti a investire nel recupero. Sullo sfondo resta la possibilità che ulteriori passaggi amministrativi e progettuali richiedano tempi lunghi.
La chiusura dell'accordo rappresenta comunque un passo avanti sul piano della trasparenza e della regolarizzazione dei rapporti tra enti pubblici. Resta ora aperto il capitolo più delicato: trasformare un immobile storico ma abbandonato in una risorsa funzionale per il territorio.