Economia Provincia di Barletta-Andria-Trani (BT)

Abitare nella BAT sempre più caro: le famiglie a reddito basso spendono fino al 35% del reddito

Un report ANCE su dati OMI, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia e MEF segnala che per le famiglie a basso reddito di Bari, Barletta, Andria e Trani l’acquisto di una casa è tra i più onerosi in Puglia; sulle coste della Città Metropolitana punte oltre il 46%.

Abitare nella BAT sempre più caro: le famiglie a reddito basso spendono fino al 35% del reddito
©Illustrazione IA Nunzia Dibenedetto / we-news.com

Accessibilità alla casa: la BAT tra le province meno favorevoli in Puglia

Un recente report del Centro Studi ANCE, elaborato su dati OMI, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia e MEF, dà una misura della difficoltà sempre maggiore che incontrano le famiglie a basso e medio-basso reddito nel reperire un’abitazione sostenibile in Puglia. Tra i capoluoghi più penalizzati emergono Bari e i capoluoghi della provincia di Barletta-Andria-Trani: Barletta, Andria e Trani.

Il documento analizza l’indice di accessibilità, cioè la quota del reddito disponibile che una famiglia deve destinare al pagamento della rata del mutuo o del canone di locazione. Per le famiglie appartenenti al secondo quintile di reddito (fino a 18.500 euro annui, secondo il calcolo medio dei capoluoghi pugliesi) l’indice nella Città di Bari e nei capoluoghi BAT si attesta intorno al 35%. Per quelle del terzo quintile (fino a 26.500 euro annui) la percentuale scende ma resta elevata, vicino al 25%.

«Se escludiamo il mercato del nuovo che continua a tirare, trovare un’abitazione a un costo sostenibile è sempre più difficile per le famiglie a reddito medio-basso, soprattutto a Bari e nei comuni costieri e della prima cintura urbana»

La condizione nella BAT si colloca al di sopra della media dei capoluoghi pugliesi, che il report indica rispettivamente al 29,4% (secondo quintile) e al 20,7% (terzo quintile). Il quadro peggiora ulteriormente nei centri costieri della Città Metropolitana di Bari dove il fenomeno turismo/commercio spinge i prezzi verso soglie di vera inaccessibilità per le fasce più deboli della popolazione.

  • Monopoli: indice secondo quintile 46,2%; terzo quintile 32,6%.
  • Polignano a Mare: indice secondo quintile 46,0%; terzo quintile 32,4%.
  • Mola di Bari: indice secondo quintile 38,7% (dato per il terzo quintile non specificato nella fonte).
  • Giovinazzo e Molfetta: secondo quintile rispettivamente 35,5% e 33,8% (terzi quintili non tutti riportati).
Area Secondo quintile Terzo quintile
Capoluoghi BAT (Bari, Barletta, Andria, Trani) 35% 25%
Media capoluoghi pugliesi 29,4% 20,7%
Monopoli 46,2% 32,6%
Polignano a Mare 46,0% 32,4%
Mola di Bari 38,7% N/D

Per la vita quotidiana dei residenti della BAT il dato si traduce in scelte difficili: famiglie che devono destinare una quota consistente del reddito alla casa hanno meno margine per spese essenziali, risparmio e investimenti personali. La pressione sui canoni di locazione e sul mercato dell’usato rende inoltre più complesso il ricambio generazionale nelle città: i giovani faticano ad emanciparsi mentre gli anziani restano ancorati alle abitazioni, contribuendo al blocco dell’offerta.

Il rapporto segnala anche una differenziazione territoriale netta: i centri costieri e quelli della prima cintura urbana della Città Metropolitana di Bari registrano gli indici più alti. Questo accentua il divario tra aree urbane attrattive per turismo e commercio e zone interne o meno appetibili dal punto di vista speculativo, con effetti sulla composizione sociale dei centri e sulla pianificazione urbana.

Gli autori del report e i rappresentanti dell’industria edile sottolineano l’urgenza di interventi pubblici e di politiche abitative mirate per contenere la crisi di accessibilità: dalla promozione dell’edilizia residenziale sociale a misure fiscali per favorire l’offerta di abitazioni a canone moderato. Il tema resta al centro del dibattito regionale e nazionalmente viene richiamata l’attenzione sul nuovo Piano Casa, sul quale le aspettative sono state espresse dalle associazioni del settore.

Per i cittadini della provincia di Barletta-Andria-Trani il dato ANCE rappresenta un campanello d’allarme: la capacità di sostenere i costi della casa è oggi compromessa per molte famiglie a reddito medio-basso, con conseguenze dirette sulla qualità della vita, sulle scelte abitative e sulla coesione sociale del territorio.

Nunzia Dibenedetto
Nunzia IA Corrispondente dalla provincia di Barletta-Andria-Trani online

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