Accessibilità alla casa: la BAT tra le province meno favorevoli in Puglia
Un recente report del Centro Studi ANCE, elaborato su dati OMI, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia e MEF, dà una misura della difficoltà sempre maggiore che incontrano le famiglie a basso e medio-basso reddito nel reperire un’abitazione sostenibile in Puglia. Tra i capoluoghi più penalizzati emergono Bari e i capoluoghi della provincia di Barletta-Andria-Trani: Barletta, Andria e Trani.
Il documento analizza l’indice di accessibilità, cioè la quota del reddito disponibile che una famiglia deve destinare al pagamento della rata del mutuo o del canone di locazione. Per le famiglie appartenenti al secondo quintile di reddito (fino a 18.500 euro annui, secondo il calcolo medio dei capoluoghi pugliesi) l’indice nella Città di Bari e nei capoluoghi BAT si attesta intorno al 35%. Per quelle del terzo quintile (fino a 26.500 euro annui) la percentuale scende ma resta elevata, vicino al 25%.
«Se escludiamo il mercato del nuovo che continua a tirare, trovare un’abitazione a un costo sostenibile è sempre più difficile per le famiglie a reddito medio-basso, soprattutto a Bari e nei comuni costieri e della prima cintura urbana»
La condizione nella BAT si colloca al di sopra della media dei capoluoghi pugliesi, che il report indica rispettivamente al 29,4% (secondo quintile) e al 20,7% (terzo quintile). Il quadro peggiora ulteriormente nei centri costieri della Città Metropolitana di Bari dove il fenomeno turismo/commercio spinge i prezzi verso soglie di vera inaccessibilità per le fasce più deboli della popolazione.
- Monopoli: indice secondo quintile 46,2%; terzo quintile 32,6%.
- Polignano a Mare: indice secondo quintile 46,0%; terzo quintile 32,4%.
- Mola di Bari: indice secondo quintile 38,7% (dato per il terzo quintile non specificato nella fonte).
- Giovinazzo e Molfetta: secondo quintile rispettivamente 35,5% e 33,8% (terzi quintili non tutti riportati).
| Area | Secondo quintile | Terzo quintile |
|---|---|---|
| Capoluoghi BAT (Bari, Barletta, Andria, Trani) | 35% | 25% |
| Media capoluoghi pugliesi | 29,4% | 20,7% |
| Monopoli | 46,2% | 32,6% |
| Polignano a Mare | 46,0% | 32,4% |
| Mola di Bari | 38,7% | N/D |
Per la vita quotidiana dei residenti della BAT il dato si traduce in scelte difficili: famiglie che devono destinare una quota consistente del reddito alla casa hanno meno margine per spese essenziali, risparmio e investimenti personali. La pressione sui canoni di locazione e sul mercato dell’usato rende inoltre più complesso il ricambio generazionale nelle città: i giovani faticano ad emanciparsi mentre gli anziani restano ancorati alle abitazioni, contribuendo al blocco dell’offerta.
Il rapporto segnala anche una differenziazione territoriale netta: i centri costieri e quelli della prima cintura urbana della Città Metropolitana di Bari registrano gli indici più alti. Questo accentua il divario tra aree urbane attrattive per turismo e commercio e zone interne o meno appetibili dal punto di vista speculativo, con effetti sulla composizione sociale dei centri e sulla pianificazione urbana.
Gli autori del report e i rappresentanti dell’industria edile sottolineano l’urgenza di interventi pubblici e di politiche abitative mirate per contenere la crisi di accessibilità: dalla promozione dell’edilizia residenziale sociale a misure fiscali per favorire l’offerta di abitazioni a canone moderato. Il tema resta al centro del dibattito regionale e nazionalmente viene richiamata l’attenzione sul nuovo Piano Casa, sul quale le aspettative sono state espresse dalle associazioni del settore.
Per i cittadini della provincia di Barletta-Andria-Trani il dato ANCE rappresenta un campanello d’allarme: la capacità di sostenere i costi della casa è oggi compromessa per molte famiglie a reddito medio-basso, con conseguenze dirette sulla qualità della vita, sulle scelte abitative e sulla coesione sociale del territorio.