Di fronte a estati sempre più calde, un'associazione di Monza ha rilanciato l'idea di un progetto pilota per introdurre il teleraffrescamento in città. La proposta, avanzata da HQMonza, prevede l'utilizzo della rete di teleriscaldamento esistente per distribuire acqua refrigerata agli edifici residenziali e commerciali attraverso tubazioni sottoterra, con l'obiettivo di ridurre l'uso di singoli condizionatori e contenere l'impatto ambientale.
Cos'è il teleraffrescamento e come funzionerebbe a Monza
Si tratta di un sistema centralizzato analogo, nel concetto, al teleriscaldamento: una centrale produce acqua refrigerata che, tramite una rete di condotte isolate, raggiunge gli impianti interni degli edifici collegati. Nella nota dell'associazione si spiega che il funzionamento può avvenire con macchine a assorbimento, che impiegano il calore — anziché l'elettricità — per generare freddo. In pratica la stessa infrastruttura usata in inverno per il riscaldamento potrebbe servire anche d'estate per il raffrescamento.
“Con estati sempre più roventi, la climatizzazione degli edifici è in primo piano – dicono in una nota dall'associazione - Una soluzione è l’evoluzione della attuale rete di teleriscaldamento cittadina utilizzandola anche per il tele-raffrescamento. C’è già in altre città, anche in Lombardia”.
Vantaggi attesi e criticità da valutare
Secondo i promotori, i punti di forza del sistema sarebbero:
- Maggiore efficienza energetica rispetto a molti impianti individuali;
- Minore impatto visivo e acustico perché elimina la necessità di motori esterni e split sui balconi;
- Possibilità di integrazione con cogenerazione e fonti rinnovabili, contribuendo alla riduzione delle emissioni;
- Aiuto nella mitigazione dell'isola di calore urbana.
Tuttavia l'attuazione di un progetto pilota richiede approfondimenti tecnici e decisionali: la capacità della rete esistente di supportare i flussi estivi, gli investimenti necessari per installare refrigeratori ad assorbimento, la pianificazione degli allacciamenti e le modalità di governance e tariffazione per gli utenti. È inoltre necessario valutare i tempi di realizzazione e gli eventuali cantieri sul territorio.
Implicazioni per i cittadini della provincia
Per i residenti, il teleraffrescamento promette benefici concreti nei periodi di caldo intenso: riduzione della necessità di condizionatori individuali, minore disagio per chi vive in alloggi senza impianti autonomi e potenziale contenimento dei costi energetici su scala collettiva. Sul versante urbano, una diminuzione degli apparecchi esterni sulle facciate potrebbe migliorare l'estetica e la qualità acustica di alcune vie.
| Aspetto | Possibile effetto |
|---|---|
| Efficienza energetica | Incremento rispetto a sistemi individuali |
| Impatti urbani | Riduzione motori esterni e isolamento del rumore |
| Integrazione fonti | Compatibile con cogenerazione e rinnovabili |
Il passo successivo sarà la valutazione da parte degli enti locali e delle società che gestiscono la rete di teleriscaldamento. L'ipotesi di HQMonza costituisce un punto di partenza per discutere investimenti e regolazione: serve ora verificare costi, ricadute operative e tempi attuativi. Per i cittadini resta l'interesse concreto a capire se e quando il servizio potrà essere disponibile, a quali condizioni economiche e con quali garanzie di efficienza.
La proposta arriva in un contesto in cui la provincia registra temperature estive spesso al di sopra della media, fattore che sta spingendo amministrazioni e associazioni a cercare soluzioni condivise per adattare la città ai cambiamenti climatici.