Tragedia sui sentieri tra Mirabouc e Rifugio Jervis, allerta massima in valle
Una giornata segnata dal lutto e dall’ansia in Val Pellice. Nella mattinata di oggi è stato individuato il corpo senza vita di Rita Assunta Montagna, 34 anni, residente a Torino. La donna era uscita ieri, sabato 18 luglio, con l’obiettivo di raggiungere il Rifugio Jervis, ma non vi è mai arrivata. Le ricerche si erano attivate nella notte, dopo l’allarme lanciato dal compagno, che non riusciva più a contattarla.
La salma è stata localizzata in un’area scoscesa lungo il tracciato che porta al monte Mirabouc, all’interno del territorio comunale di Bobbio Pellice. Dai primi riscontri operativi la donna sarebbe precipitata in un dirupo. Le operazioni di recupero sono ancora in corso e si stanno svolgendo in un contesto particolarmente impervio.
Secondo disperso nella stessa area: ricerche concentrate attorno al Jervis
Nelle stesse ore è emerso un secondo caso, indipendente dal primo, che sta impegnando le squadre di soccorso nella zona attigua al Rifugio Jervis. Un escursionista, che aveva trascorso la notte nella struttura insieme alla compagna, si sarebbe allontanato per una camminata notturna senza fare ritorno. L’allarme è scattato all’alba, quando la donna si è accorta dell’assenza e ha chiesto aiuto ai gestori e ai soccorritori.
Il dispositivo di ricerca è stato attivato con tempestività e sta venendo potenziato con il passare delle ore. Sono impiegate unità a terra per battere i sentieri della valle e coprire i punti più difficili da raggiungere.
Forze in campo e aree di intervento
Sul posto operano le principali componenti del sistema di emergenza montano e territoriale:
- Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (CNSAS) con squadre da terra e supporto al coordinamento.
- Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) per la ricerca in ambiente impervio.
- Vigili del fuoco con personale specializzato.
- Carabinieri per gli accertamenti e la cornice di sicurezza.
- 118 per l’assistenza sanitaria in caso di necessità.
Le squadre sono concentrate lungo i sentieri battuti della vallata, con particolare attenzione ai collegamenti tra Bobbio Pellice, il Rifugio Jervis e i percorsi che risalgono verso il Mirabouc. La morfologia dei luoghi, con salti di roccia, canali e versanti boscati, impone manovre di ricerca lente e meticolose.
Cronologia essenziale e quadro operativo
| Evento | Area |
|---|---|
| Allarme per mancato rientro della 34enne (sera/notte) | Traiettorio verso monte Mirabouc |
| Individuazione della salma (mattina) | Zona impervia, Bobbio Pellice |
| Allarme per secondo disperso (alba) | Area Rifugio Jervis |
| Ricerche in corso | Sentieri della Val Pellice |
Impatto locale e raccomandazioni per chi frequenta i sentieri
L’accaduto avviene in una delle valli più frequentate dell’Alta Val Pellice nei fine settimana estivi. Le condizioni estive non eliminano i rischi tipici dell’ambiente alpino: tratti esposti, passaggi su pietraia e rapidi cambi di visibilità possono trasformare un’escursione in un’emergenza. In queste ore gli accessi ai settori prossimi alle aree di intervento potrebbero subire limitazioni temporanee per agevolare le squadre sul campo.
Le autorità impegnate nelle operazioni ribadiscono, in generale, l’importanza di pianificare accuratamente i percorsi, valutare gli itinerari in base alla propria esperienza e informare sempre qualcuno sul tragitto previsto, soprattutto se si opta per uscite fuori orario o senza copertura di rete affidabile.
Aggiornamenti
Le ricerche del secondo escursionista proseguiranno finché necessario. Ulteriori sviluppi saranno comunicati non appena disponibili dalle strutture di soccorso e dalle forze dell’ordine impegnate in valle.