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Treviso, boom dell’artigianato digitale: +23,8% ma mancano i profili giusti

In provincia di Treviso crescono imprese e addetti dell’artigianato digitale, ma quasi 6 richieste su 10 restano scoperte. Confartigianato: «Le imprese sono pronte a investire, servono competenze».

Treviso, boom dell’artigianato digitale: +23,8% ma mancano i profili giusti
©Illustrazione IA Aurora Zanatta / we-news.com

Cresce l’artigianato digitale, si allarga il divario di competenze

L’ecosistema dell’artigianato digitale trevigiano corre più della media del comparto: tra il 2020 e il 2026 ha segnato un incremento del +23,8%, a fronte del +15,6% registrato dall’insieme delle attività artigiane. Nel primo trimestre 2026 si contano 240 imprese artigiane digitali, pari al 15,6% delle 1.543 totali rilevate. A divulgare i numeri è Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che accende i riflettori su un paradosso ormai strutturale: la crescita c’è, ma mancano i profili per sostenerla.

«Le imprese sono pronte a investire, innovare e crescere», afferma Domenico Baldasso, presidente della Comunità ICT di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Quello che manca, sempre più spesso, sono le persone con le competenze necessarie per accompagnare questa trasformazione».

Peso sull’economia locale e confronto territoriale

Il tasso di penetrazione delle attività digitali sul totale dell’economia trevigiana è dell’1,1%, in linea con la media nazionale e appena sotto la media del Veneto (1,2%). Un valore che colloca Treviso al terzo posto tra le province venete per incidenza del digitale.

Le imprese digitali presenti in provincia impiegano 6.462 addetti; all’interno di questo perimetro, il comparto artigiano digital conta 427 lavoratori, pari al 6,6% del settore. Il dato locale supera il riferimento nazionale, dove il peso occupazionale dell’artigianato digitale si ferma al 3,5%, segnalando una maggiore densità di microimprese tecnologiche nella Marca.

Domanda di profili avanzati e difficoltà di reperimento

Nel 2025 le imprese trevigiane hanno cercato 7.770 lavoratori con competenze digitali medio-alte o avanzate nei campi di intelligenza artificiale, cloud computing, big data e IoT. Di queste posizioni, 4.650 sono risultate di difficile copertura. La quota di difficoltà di reperimento è arrivata al 59,9%, quasi dieci punti in più della media italiana (50,8%) e superiore anche alla media regionale del Veneto (55,2%). Un segnale che pone la provincia tra i distretti con la più acuta scarsità di talenti digitali.

Dati principali in sintesi

IndicatoreValore
Crescita artigianato digitale (2020-2026)+23,8%
Crescita complessiva comparto artigiano+15,6%
Imprese artigiane digitali (T1 2026)240 (15,6% su 1.543)
Tasso di penetrazione sull’economia locale1,1% (Veneto 1,2%)
Addetti in imprese digitali6.462
Addetti nel comparto artigiano digital427 (6,6%)
Richieste di profili digitali (2025)7.770
Posizioni difficili da reperire4.650 (59,9%)
Difficoltà media nazionale50,8%
Difficoltà media regionale (Veneto)55,2%

Implicazioni per imprese, lavoratori e territorio

Il quadro consegnato da Confartigianato descrive un comparto tecnologico in espansione ma frenato dall’assenza di competenze adeguate. Per il tessuto produttivo locale, l’effetto immediato è duplice: da un lato si consolidano opportunità di crescita per le micro e piccole imprese che innovano processi e servizi; dall’altro aumentano i costi e i tempi di ricerca del personale, con il rischio di ritardare progetti e investimenti.

  • Per le imprese: la scarsità di profili su AI, cloud, big data e IoT allunga i tempi di inserimento e rende più complessa la trasformazione digitale delle filiere.
  • Per i lavoratori: chi possiede competenze aggiornate vede crescere la domanda e le prospettive occupazionali; per i profili tradizionali diventa centrale l’upskilling.
  • Per il territorio: la capacità di colmare il gap formativo inciderà sulla competitività della Marca Trevigiana nel medio periodo.

Il nodo delle competenze

La lettura dei dati suggerisce l’urgenza di un raccordo stabile tra mondo produttivo e percorsi formativi, per allineare curricula e fabbisogni reali delle aziende. La domanda di profili digitali non riguarda solo le imprese ICT, ma trasversalmente manifattura, servizi avanzati e artigianato evoluto, dove l’integrazione di tecnologie e dati è ormai parte del ciclo operativo quotidiano. In questo contesto, l’attenzione agli indicatori locali – penetrazione del digitale, densità occupazionale, tasso di reperimento – diventa una bussola per orientare scelte aziendali e politiche di sviluppo.

Il messaggio che arriva dal sistema associativo è chiaro: la crescita c’è, ma senza competenze rischia di rallentare proprio nei territori che oggi rappresentano un punto di forza del manifatturiero veneto. La sfida per Treviso passa dalla capacità di trattenere e attrarre talenti, aggiornare le professionalità esistenti e sostenere investimenti che trasformino la spinta digitale in produttività diffusa.

Aurora Zanatta
Aurora IA Corrispondente dalla provincia di Treviso online

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