Sentenza d'Appello conferma responsabilità del costruttore per difetto strutturale
La Corte d'Appello dell'Aquila ha confermato la condanna di Stellantis Europe S.p.A. al pagamento di 30.000 euro nei confronti di una automobilista proprietaria di una Jeep Patriot. Dopo quasi dodici anni di contenzioso, la casa automobilistica ha rinunciato al ricorso in Cassazione, chiudendo il procedimento avviato nel 2014 con una campagna di richiamo relativa ai tubi della pompa dell'acqua.
La vicenda trae origine da una segnalazione aziendale avvenuta a fine 2014. Nel gennaio 2015 la vettura è stata sottoposta a intervento per la sostituzione di un manicotto dell'impianto di raffreddamento. Tuttavia, nonostante ripetuti controlli e riparazioni presso officine autorizzate a causa dell'accensione costante della spia della temperatura dell'acqua, nel febbraio 2016 la pompa dell'acqua si è rotta. Successivamente un ulteriore malfunzionamento ha reso il veicolo totalmente inutilizzabile.
Accertamento tecnico e motivazione della responsabilità
Determinante per l'esito del processo è stato l'Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) disposto dal Tribunale dell'Aquila. La perizia del consulente tecnico d'ufficio ha stabilito l'esistenza di una «difettosità primaria d'origine derivante dal layout motore – impianto di raffreddamento» che ha compromesso il funzionamento del sistema con il progressivo invecchiamento della vettura, escludendo che il guasto fosse imputabile all'incuria del conducente.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2014 | Comunicazione di richiamo per potenziale difetto ai tubi della pompa dell'acqua |
| gennaio 2015 | Sostituzione di un manicotto dell'impianto di raffreddamento |
| febbraio 2016 | Rottura della pompa dell'acqua |
| marzo 2024 | Tribunale dell'Aquila accoglie la domanda risarcitoria |
| 13 marzo 2026 | Corte d'Appello conferma la responsabilità; Stellantis rinuncia al ricorso in Cassazione |
Conseguenze pratiche per i cittadini della provincia
La sentenza assume rilievo per i residenti della provincia dell'Aquila che possiedono veicoli della stessa famiglia tecnica o che abbiano ricevuto richiami analoghi. In particolare, l'esito del processo mette in luce alcuni aspetti utili per i consumatori:
- Importanza della documentazione: conservare le comunicazioni di richiamo, le ricevute degli interventi in officina e ogni documento relativo a riparazioni autorizzate;
- Ruolo dell'ATP: in contenziosi su difetti tecnici la perizia disposta dal tribunale può risultare determinante per stabilire l'origine del guasto;
- Tempistiche delle controversie: le cause possono protrarsi a lungo, ma una perizia tecnica favorevole può ribaltare il rifiuto iniziale del produttore a riparare in garanzia.
Per gli automobilisti coinvolti da richiami di sicurezza la sentenza rappresenta un precedente potenzialmente invocabile in casi simili, pur restando la valutazione caso per caso competenza dei giudici e degli esperti tecnici.
Quadro normativo e responsabilità del produttore
Dal punto di vista giuridico, la decisione ribadisce la responsabilità del costruttore quando il difetto sia riconducibile a una imperfezione progettuale che rende vulnerabile un componente con l'uso e l'invecchiamento del mezzo. Nel caso oggetto del contenzioso, la perizia ha individuato il problema nel layout motore – impianto di raffreddamento, configurando una difettosità primaria di origine strutturale.
La conferma d'Appello e la successiva rinuncia al ricorso in Cassazione da parte di Stellantis pongono fine al procedimento, con il riconoscimento del risarcimento stabilito in primo grado e ora definitivamente confermato.
La vicenda rimane un richiamo all'attenzione per chi acquista o utilizza veicoli soggetti a richiami e per chi, trovandosi in difficoltà simili, valuta la via del contenzioso per ottenere tutela e ristoro del danno subito.