Accordo istituzionale per sbloccare la SP Val d’Ete
Un passaggio atteso per una delle arterie più trafficate del Fermano. La Strada Provinciale Val d’Ete entra nella fase decisiva della progettazione esecutiva, grazie alla disponibilità della Regione Marche a sostenerne i costi. È l’esito dell’incontro che si è tenuto in Regione mercoledì 15 luglio, alla presenza del presidente Francesco Acquaroli, del consigliere regionale Andrea Putzu, del presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi e dei sindaci dei Comuni attraversati dalla provinciale.
L’intesa istituzionale mette nero su bianco un principio: progettare l’adeguamento della SP Val d’Ete come un’unica infrastruttura strategica, evitando interventi spot. Questo orientamento consente di definire con chiarezza priorità, standard e tempi, ponendo le basi per cantieri programmati in modo coerente lungo tutto il tracciato.
Cosa prevede il percorso: progettazione ora, cantieri per stralci
Il finanziamento regionale riguarda la progettazione esecutiva, passaggio indispensabile per dettagliare soluzioni tecniche e quadro economico. La Provincia di Fermo sarà l’ente incaricato della realizzazione, con un cronoprogramma che procederà per stralci e con finanziamenti dedicati ai diversi tratti, in funzione delle rispettive criticità.
| Fase | Responsabile | Note operative |
|---|---|---|
| Progettazione esecutiva | Regione Marche (finanziamento) | Definizione interventi e quadro tecnico |
| Programmazione lavori | Provincia di Fermo | Attuazione per stralci su tratti omogenei |
| Realizzazione opere | Provincia di Fermo | Cantieri graduati secondo le priorità |
Un fronte comune dall’entroterra alla costa
Al centro del confronto non solo la manutenzione dei punti più deteriorati, ma una visione complessiva che colleghi in modo più efficiente entroterra e costa. La strada, infatti, serve comunità diverse per vocazione produttiva e servizi, ed è ritenuta fondamentale per la mobilità della vallata. La richiesta condivisa dagli amministratori è stata di trattare l’intero asse come un insieme coerente, in cui sicurezza, capacità e funzionalità vengano riallineate con criteri omogenei.
Hanno partecipato al percorso i Comuni interessati dal tracciato, che hanno presentato una posizione unitaria. L’elenco comprende:
- Santa Vittoria in Matenano
- Montelparo
- Monteleone di Fermo
- Belmonte Piceno
- Monsampietro Morico
- Montottone
- Monte Giberto
- Grottazzolina
- Ponzano di Fermo
- Fermo
- Porto San Giorgio
Obiettivi: sicurezza e funzionalità
L’asse della Val d’Ete è un corridoio di collegamento che sostiene spostamenti quotidiani, pendolarismo e accesso ai servizi. L’indirizzo condiviso da Regione, Provincia e Comuni mira a alzare gli standard di sicurezza e a rendere più scorrevoli i collegamenti lungo l’intero percorso. La progettazione approfondirà le soluzioni tecniche più idonee per i vari tratti, tenendo conto delle diverse esigenze emerse nel confronto con i tecnici provinciali.
In questa fase, la definizione di interventi coerenti tra loro è considerata un fattore chiave anche per accedere, successivamente, a canali di finanziamento calibrati su opere immediatamente cantierabili. L’approccio per stralci permetterà di intervenire via via dove si registrano le maggiori necessità, senza perdere di vista la continuità dell’asse.
Impatto sul territorio e prossimi passaggi
Per i residenti e le imprese della vallata, l’avvio della progettazione significa passare dalla fase delle richieste a quella degli atti concreti. Nelle prossime settimane, con la messa a punto del progetto esecutivo, saranno determinati il perimetro degli interventi e le priorità temporali. La Provincia dovrà poi scandire la sequenza dei cantieri e ricercare, insieme alla Regione, le coperture economiche per i singoli lotti.
La partita della SP Val d’Ete incrocia temi centrali per il Fermano: accessibilità alle aree interne, connessione con la fascia costiera e qualità della rete viaria provinciale. Il metodo individuato — pianificazione unitaria, attuazione per stralci, regia condivisa — è il perno su cui poggia la possibilità di tradurre l’indirizzo politico in interventi misurabili sul campo.