Una operazione dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Reggio Emilia, coordinata dalla procura locale, ha portato allo smantellamento di una rete criminale dedita all'importazione e alla distribuzione di cocaina dal Sudamerica via Spagna fino al territorio nazionale, con una base operativa individuata nella periferia della città di Reggio Emilia.
La struttura dell'organizzazione e i sequestri
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la droga veniva trasferita da Santa Perpetua de Mogoda, nell'area metropolitana di Barcellona, verso l'Italia utilizzando autovetture appositamente modificate con compartimenti nascosti e dispositivi di apertura elettronici. Nel corso dell'attività sono stati sequestrati complessivamente 21,5 kg di cocaina in polvere, con un grado di purezza valutato attorno all'80%. La perizia investigativa ha stimato che l'immissione sul mercato di questa quantità avrebbe potuto fruttare circa 3,5 milioni di euro.
Le indagini consentono inoltre di ipotizzare che l'organizzazione abbia movimentato almeno altri 23 kg oltre a quelli sequestrati, portando il giro d'affari complessivo ricostruito a circa 43 kg di sostanza pura.
Persone coinvolte e provvedimenti
Il gruppo sarebbe composto da cittadini dominicani con età comprese tra i 24 e i 45 anni. Le attività investigative hanno portato all'esecuzione di più provvedimenti: sei persone sono destinatarie di ordinanze cautelari e due sono state arrestate in flagranza. Il Gip, su richiesta della procura, ha disposto la custodia in carcere per quattro indagati; resta al momento un ricercato.
Modalità operative e aree di spaccio
I carabinieri hanno documentato consegne e distribuzioni verso numerose piazze di spaccio in Italia, tra cui Milano, Firenze, Trieste, Parma, Bologna e La Spezia. Le vetture usate per i viaggi venivano spesso modificate in Spagna e impiegate in staffette per superare con maggiore sicurezza i controlli di frontiera: una macchina precedeva l'altra e, a prima vista, i veicoli apparivano perfettamente puliti.
“Creavano solitamente una staffetta, con una macchina davanti e una macchina dietro proprio per avere maggiore sicurezza. Così passavano la frontiera e le macchine ad una prima vista erano completamente pulite”,
ha spiegato il capitano Gloria Salvati, comandante del Nucleo Operativo Radiomobile di Reggio Emilia, illustrando alcune delle tecniche adottate per occultare i carichi.
Impatto locale e prossimi sviluppi
La scoperta di un deposito nella periferia reggiana e il sequestro di una quantità consistente di droga hanno implicazioni dirette sulla sicurezza urbana e sul controllo del territorio. L'azione investigativa mira non solo a interrompere i flussi di sostanza ma anche a ricostruire la rete di distribuzione che riforniva diverse province del Centro-Nord. Le indagini, avviate lo scorso ottobre, si sono articolate attraverso pedinamenti e intercettazioni e proseguono per individuare eventuali ulteriori complici e canali di rifornimento.
- Sequestri confermati: 21,5 kg di cocaina al 80% di purezza
- Giro d'affari ricostruito: almeno 43 kg complessivi
- Provvedimenti: sei destinatari di ordinanze cautelari, due arresti in flagranza, un ricercato
- Località di origine dei carichi: Santa Perpetua de Mogoda (Spagna)
- Comando coinvolto: Nucleo Operativo Radiomobile di Reggio Emilia
| Voce | Dato |
|---|---|
| Sequestro | 21,5 kg |
| Purezza | ~80% |
| Valore stimato | 3,5 milioni di euro |
| Altri quantitativi ipotizzati | 23 kg |
Le autorità proseguono nelle verifiche per accertare l'eventuale esistenza di basi logistiche o collusioni locali non ancora emerse. Per i cittadini della provincia la vicenda sottolinea l'importanza dei controlli sulle aree periferiche e sulle attività di vigilanza stradale, mentre le forze dell'ordine mantengono alta l'attenzione sui transiti internazionali sospetti e sulle auto con modifiche atte al trasporto illecito.