Denuncia unitaria dei sindacati sulla gestione della spesa sociale
I sindacati confederali di Taranto — CGIL, CISL e UIL — hanno reso pubblico oggi un quadro allarmante sulla spesa sociale nei Comuni della provincia. Secondo le organizzazioni, i dati raccolti mostrano un’impiego delle risorse a macchia di leopardo e, in diversi casi, risorse stanziate che non sono state effettivamente spese per interventi destinati alle persone più fragili.
La critica principale riguarda la scarsa trasparenza e la mancata programmazione: alcuni Ambiti sociali avrebbero aggiornato i dati in modo frammentario o non li avrebbero aggiornati nei tempi previsti, ostacolando la contrattazione sociale tra sindacati ed enti locali e rendendo difficile verificare l’effettivo impatto degli stanziamenti.
“I bisogni delle persone non sono numeri, ma i numeri … ci aiutano a spiegare meglio le responsabilità pubbliche”
Nel corso della conferenza stampa è stato portato all’attenzione un esempio concreto: il Comune capoluogo, secondo le confederazioni, non convoca da oltre un anno l’ambito sociale per gli aggiornamenti e ha fornito l’ultimo resoconto riferito al 31 dicembre 2023.
- Secondo quanto denunciato, l’Ambito sociale di Taranto risultava al 2023 con oltre 6,6 milioni di euro di risorse programmate e non spese.
- Per i periodi 2018-2019-2020 il Comune ha inoltre rendicontato il ritorno in cassa di somme impegnate ma non utilizzate, per complessivi circa 500 mila euro.
Le organizzazioni sindacali collegano questi dati alle crescenti condizioni di povertà ed emergenza osservate sul territorio: mense della Caritas e altre realtà assistenziali raccontano infatti situazioni di bisogno in aumento, mentre fondi destinati a interventi contro la povertà estrema restano inutilizzati o mal programmati.
| Voce | Importo | Periodo |
|---|---|---|
| Risorse programmate e non spese (Ambito di Taranto) | 6.600.000 € | fino al 2023 |
| Somme tornate in cassa rendicontate | ~500.000 € | 2018-2020 |
Le conseguenze sul territorio sono immediate: famiglie in difficoltà, servizi essenziali sotto pressione e soggetti fragili con percorsi di assistenza incompleti o sospesi. I sindacati imputano la gravità della situazione a scelte amministrative che hanno privilegiato risparmi sulla spesa sociale oppure a inefficienze nella programmazione e nel cofinanziamento comunale.
Da parte loro, CGIL, CISL e UIL sollecitano una presa di responsabilità da parte dei Comuni e degli Ambiti sociali, chiedendo maggiore trasparenza sui dati, convocazioni regolari per la contrattazione sociale e l’effettiva destinazione delle risorse disponibili verso interventi concreti. Per le associazioni del territorio e gli enti di volontariato si tratta di un appello a non lasciare sole le persone più vulnerabili, mentre per l’amministrazione comunale è una richiesta di chiarimenti e di misure correttive.
Per i cittadini interessati a conoscere lo stato degli interventi sul proprio territorio: la richiesta dei sindacati è che i dati di spesa sociale vengano aggiornati ogni tre mesi e resi accessibili, in modo da consentire una verifica pubblica dell’utilizzo dei fondi e della loro efficacia verso i bisogni reali della popolazione.
Resta ora da vedere quali saranno le risposte ufficiali degli enti locali e se le risorse non spese potranno essere riassegnate a misure urgenti per sostenere chi più ne ha bisogno.