Controversia sulla ripartizione delle risorse
La pubblicazione degli esiti dell’Avviso “Qualifiche Professionali 2024” ha acceso un acceso confronto tra gli enti di formazione della provincia di Taranto e la Regione Puglia. Dalla graduatoria, approvata con la determina dirigenziale n. 203 del 6 agosto 2026, emerge un’anomalia segnalata dagli operatori locali: la provincia ionica è rimasta esclusa dall’assegnazione di risorse provenienti dall’Accordo di Coesione.
Le obiezioni degli enti formativi
Secondo Confcommercio — primo soggetto a sollevare la questione, poi seguito da altri enti formativi — la combinazione dei diversi canali finanziari utilizzati dalla Regione (PR Puglia FESR FSE+, Accordo di Coesione e JTF Taranto) non avrebbe rispettato la logica con cui il Just Transition Fund (JTF) doveva operare: tale strumento, sostengono gli enti, avrebbe dovuto essere utilizzato come risorsa aggiuntiva per coprire le domande ammissibili rimaste senza copertura. Al contrario, per Taranto il JTF è intervenuto per finanziare pratiche non più sostenibili con il PR Puglia per esaurimento delle dotazioni.
- Totale progetti finanziati in provincia: 40
- Copertura con JTF Taranto: 25
- Copertura con programma regionale (FESR/FSE+): 15
| Strumento | Progetti |
|---|---|
| JTF Taranto | 25 |
| PR Puglia (FESR/FSE+) | 15 |
| Totale | 40 |
Incontro con la Regione e possibili sviluppi
La questione è stata portata formalmente all’attenzione della Regione durante un incontro svoltosi nella sede di Confcommercio. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, lo staff della Direzione Formazione e il responsabile del Piano territoriale JTF Taranto. Il confronto, avviato prima della pausa estiva, ha puntato a chiarire i criteri di riparto e il ruolo del JTF rispetto alle altre linee di finanziamento.
Tra le ipotesi emerse c’è la possibilità di predisporre un nuovo avviso specificamente rivolto al territorio ionico, finanziato con risorse del JTF e costruito sui fabbisogni locali. Si tratta di una strada che, se percorsa, potrebbe correggere la percepita marginalizzazione finanziaria del territorio e ampliare le opportunità formative riservate a disoccupati e lavoratori in cerca di riqualificazione.
Impatto sul territorio e questioni aperte
Per una provincia che convive con fragilità economiche e tassi di occupazione sotto pressione, la distribuzione delle risorse per la formazione non è un tema tecnico ma una questione di equilibrio sociale ed economico. Gli enti formativi sottolineano che il JTF avrebbe potuto potenziare la capacità complessiva di intervento, offrendo maggiori margini per percorsi formativi mirati a riconvertire competenze e creare sbocchi occupazionali.
Rimangono da chiarire alcuni aspetti procedurali: i criteri che hanno portato all’esclusione della provincia dall’Accordo di Coesione, i parametri usati per far ricorso al JTF e i tempi per l’eventuale emanazione di un nuovo avviso. La Regione, secondi i partecipanti al tavolo, ha mostrato disponibilità al confronto, ma non sono stati ancora resi noti impegni formali o calendari certi.
Per gli operatori locali l’esito del confronto sarà determinante: se si aprirà una nuova finestra di finanziamento costruita sui fabbisogni del territorio, potrebbe aumentare l’offerta di corsi professionalizzanti e di azioni volte a favorire l’inserimento lavorativo. Diversamente, permane il rischio che alcune domande ammissibili restino prive di copertura, con ricadute su professionisti, enti e potenziali beneficiari.