È arrivata a livello istituzionale una richiesta di intervento immediato per la situazione di crisi idrica ed ecologica sull'Isonzo. Forum Gorizia, con il sostegno politico del Patto per l'Autonomia, ha trasmesso un'istanza urgente indirizzata a più uffici centrali e regionali, sollecitando misure concrete e una posizione chiara in vista della prossima seduta della Commissione mista italo‑slovena per l'idroeconomia, convocata a Gorizia il 30 settembre.
Destinatari e richieste
La missiva è stata inviata ai seguenti soggetti istituzionali:
| Entità | Ruolo |
|---|---|
| Ministero dell'Ambiente | Politiche ambientali nazionali |
| Ministero degli Affari Esteri | Gestione rapporti bilaterali |
| Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti | Infrastrutture e gestione risorse |
| Regione Friuli‑Venezia Giulia | Governo regionale |
| Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali | Pianificazione e gestione delle acque |
L'obiettivo dichiarato è avviare un confronto che porti a diversa regolamentazione dei rilasci dall'impianto idroelettrico sloveno di Solkan, così da garantire portate compatibili con la tutela del fiume, la protezione della biodiversità e la conservazione dei servizi ecosistemici, oltre a contemperare le esigenze dei comparti agricolo e idroelettrico.
Le ragioni dell'istanza
I promotori sottolineano che la crisi attuale impone un ripensamento della gestione dell'acqua, coerente con il mutato contesto climatico. Secondo i consiglieri regionali che hanno depositato la mozione, occorre una responsabilità immediata da parte delle istituzioni italiane e slovene per evitare un aggravarsi dei danni ambientali e socioeconomici legati al calo delle portate fluviali.
"Serve un cambio di passo immediato, coerente con il cambiamento climatico che ci impone di rivoluzionare la gestione del territorio e la tutela del patrimonio ambientale"
La citazione, riportata dai rappresentanti locali, rimarca la necessità di politiche e protocolli operativi che tengano conto delle nuove pressioni idriche stagionali e pluriennali.
Conseguenze e prossimi passaggi
La richiesta apre un duplice fronte: sul piano diplomatico, la questione dovrà essere discussa nella Commissione mista italo‑slovena; sul piano nazionale‑regionale, la mozione chiede alla giunta regionale di attivarsi presso il Governo affinché venga promossa una linea negoziale volta a modificare la regolazione dei rilasci da Solkan. Le scelte che saranno adottate avranno impatti su:
- Disponibilità idrica per uso agricolo e civile;
- Stato ecologico del corso d'acqua e habitat connessi;
- Sostenibilità della produzione idroelettrica nella zona.
La vicenda rappresenta un esempio di come la gestione delle risorse idriche transfrontaliere richieda strumenti condivisi e capaci di integrare protezione ambientale, adattamento ai cambiamenti climatici e interessi economici. La seduta del 30 settembre sarà il primo banco di prova formale per verificare se le istanze avanzate dai soggetti locali troveranno ascolto e una possibile revisione delle pratiche di rilascio idrico dalla parte slovena.
Resta da osservare se e come le istituzioni nazionali interpreteranno la richiesta: una risposta strutturata potrebbe tradursi in accordi tecnici, monitoraggi congiunti e protocolli operativi che bilancino produzione energetica e conservazione degli ecosistemi fluviali.