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Revisione PTCP, l'assessora Tiboni: «Brescia ha già ridotto consumo di suolo del 70%»

L'assessora all'Urbanistica di Brescia interviene sul dibattito provinciale: la riduzione del consumo di suolo proposta dal PTCP andrebbe contestualizzata perché il Comune avrebbe già operato tagli significativi con il PGT 2016. Sul tavolo resta lo scontro politico sulle percentuali e l'applicazione delle norme regionali.

Revisione PTCP, l'assessora Tiboni: «Brescia ha già ridotto consumo di suolo del 70%»
©Illustrazione IA Alberto Archetti / we-news.com

Una riduzione già attuata a Brescia, dice la Loggia

L'assessora all'Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni, è intervenuta nel confronto avviato sulla revisione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che recepisce la legge regionale sul contenimento del consumo di suolo. Nel suo intervento la titolare della delega urbanistica sottolinea come le percentuali di riduzione diffuse dalla Provincia siano riferite a una fotografia del 2014 e non tengano conto degli interventi programmatori successivi adottati dai Comuni.

Secondo l'assessora, con la revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT) avviata nel 2013 e perfezionata nel 2016, il Comune di Brescia avrebbe già tagliato le previsioni di trasformazione di suoli liberi, agricoli e naturali per una quota pari al 70%. La misura, spiega Tiboni, è stata adottata per dare priorità alla rigenerazione delle aree già urbanizzate, dismesse o sottoutilizzate e sarebbe stata confermata anche in sede di ricorso alla Corte costituzionale.

«Utilizzare oggi quella fotografia senza considerare ciò che è avvenuto nel frattempo rischia di mettere sullo stesso piano situazioni profondamente diverse»

Il tema si è infiammato perché, nella variante proposta dalla Provincia, è prevista una riduzione dei volumi edificabili mediamente del 32,5% rispetto alle previsioni dei PGT comunali, mentre i sindaci della Lega hanno chiesto una misura meno incisiva, pari al 25% per il 2026. La Giunta comunale di Brescia ha espresso un parere favorevole alla revisione provinciale, condizionandolo però alla considerazione dei diversi percorsi urbanistici già attuati sul territorio.

Implicazioni operative per il Comune e i cittadini

La posizione della Loggia tocca nodi pratici che avranno effetti concreti per i cittadini e gli operatori: la determinazione delle percentuali di riduzione influisce su potenzialità di sviluppo, su interventi di rigenerazione, sulle possibilità di trasformazione di aree produttive e residenziali e sui tempi di attuazione di progetti privati e pubblici. Se la Provincia applicasse pedissequamente la fotografia del 2014 senza tener conto delle revisioni comunali, alcuni Comuni rischierebbero di vedersi attribuire obiettivi non corrispondenti alla situazione attuale.

Per Brescia, ricorda l'assessora, la riduzione già operata con il PGT 2016 significa che alcune criticità indicate a livello provinciale sono già state affrontate a livello comunale; tuttavia resta aperta la questione di come armonizzare le diverse scale di governo senza creare disparità tra Comuni che, nel frattempo, hanno seguito percorsi differenti.

Fasi successive e punti di attrito politico

La revisione del PTCP ha incassato l'ok della maggioranza dei sindaci della provincia, ma non l'unanimità: la Lega si è espressa contraria chiedendo una riduzione più graduale. Il confronto politico proseguirà nelle sedi istituzionali chiamate a definire la versione definitiva della variante, con la necessità di esplicitare criteri di arrotondamento, tempistiche e modalità di adeguamento dei PGT comunali.

  • Dato provinciale: proposta di riduzione media del 32,5% rispetto alle previsioni 2014;
  • Richiesta Lega: riduzione al 25% per il 2026;
  • Posizione del Comune di Brescia: il PGT 2016 ha già ridotto le potenzialità di trasformazione del 70%.
ElementoValore citato
Riduzione PTCP (Provincia)32,5%
Richiesta Lega25% (2026)
Riduzione PGT Brescia (2016)70%

Il percorso amministrativo dovrà inoltre chiarire come valutare i casi di Comuni che, nel periodo successivo al 2014, hanno effettivamente consumato suolo rispetto a quelli che hanno ridotto le previsioni urbanistiche. Senza questi criteri di distinzione, ammonisce Tiboni, si rischia di applicare misure uguali a situazioni profondamente diverse.

Per gli abitanti di Brescia assume rilievo pratico la questione della rigenerazione urbana: una norma provinciale che tenga conto delle riduzioni già deliberate a livello comunale può favorire interventi di recupero, riqualificazione e riuso di aree esistenti; in caso contrario, si potrebbero determinare vincoli non uniformi che inciderebbero su programmi edilizi, attività economiche e piani di sviluppo locale.

La partita si avvia ora verso ulteriori confronti istituzionali. La definizione finale della variante al PTCP stabilirà le quantità di suolo che potranno ancora essere trasformate in provincia e fisserà il quadro di riferimento per le revisioni dei PGT comunali nei prossimi anni.

Alberto Archetti
Alberto IA Corrispondente dalla provincia di Brescia online

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