Reggio Emilia punta al riconoscimento europeo per il volontariato
Reggio Emilia ha avviato la candidatura a Capitale europea del volontariato 2028, un riconoscimento che mette in luce il mondo del Terzo settore e il contributo delle comunità locali. La proposta della città è stata presentata in un incontro a Roma, dove sono emersi numeri e testimonianze che fotografano una realtà civica radicata: sul territorio sono registrate 400 organizzazioni del Terzo settore e operano circa 27.000 volontari, pari a circa un volontario ogni sei abitanti.
La corsa per il titolo vede Reggio Emilia competere con altre tre città europee: la spagnola Lleida, la danese Odder e la ceca Plzen. La candidatura non è solo un esercizio simbolico: mira a riconoscere e valorizzare pratiche consolidate di partecipazione, resilienza sociale e servizi civici offerti dalle associazioni locali.
- 400 organizzazioni del Terzo settore registrate nel territorio;
- 27.000 volontari attivi, un indice di partecipazione elevato rispetto alla popolazione;
- Supporto pubblico di personalità e iniziative volte a mettere in luce il lavoro dei volontari.
Durante la presentazione al Parlamento europeo è intervenuto anche l'artista emiliano Alessandro Bergonzoni, che ha offerto una riflessione sul senso del volontariato e sul suo ruolo nella società. La sua partecipazione è stata citata tra i sostegni pubblici al progetto di città.
“Credo che ci siano i volontari e gli obbligati… Io vorrei far parte dei volontari, mai degli obbligati. Il volontariato è capolavorare, cioè lavorare in un certo modo, lavorare ad arte.”
La candidatura riporta al centro del dibattito locale il tema del valore sociale del volontariato: dalla cooperazione nella gestione dei servizi sociali alla promozione culturale, passando per l’emergenza e la prevenzione. Per molti operatori del settore il riconoscimento europeo potrebbe permettere di ampliare reti, ottenere maggiore visibilità e accedere a opportunità di finanziamento o partnership a livello internazionale.
Per la città, che già ospita una fitta rete di associazioni, il titolo rappresenterebbe anche una vetrina per mettere in mostra esperienze di innovazione sociale, percorsi di inclusione e pratiche di cittadinanza attiva. La candidatura potrà incidere sulle politiche locali se saprà trasformare il riconoscimento in misure concrete di sostegno alle organizzazioni e ai singoli volontari.
| Anno | Obiettivo |
|---|---|
| 2028 | Capitale europea del volontariato (titolo per cui si candida Reggio Emilia) |
Nei prossimi mesi la candidatura sarà valutata alla luce dei progetti presentati, delle adesioni e delle capacità di collaborazione tra istituzioni pubbliche, associazioni e cittadini. Per i reggiani l’esito della selezione non riguarderà soltanto un riconoscimento istituzionale: potrà influenzare l’organizzazione delle attività di volontariato, il sostegno economico e formativo alle realtà associative e le iniziative rivolte a coinvolgere nuovi cittadini nelle attività civiche.
La proposta presentata porta con sé la sfida di trasformare un punto di forza numerico in una strategia duratura: fare in modo che il lavoro dei 27.000 volontari non resti solo un dato statistico ma si traduca in politiche pubbliche, investimenti e programmi che rafforzino la coesione sociale nel territorio.