La Polizia di Stato di Ravenna, su delega della Procura della Repubblica locale, ha dato esecuzione a due misure cautelari nell'ambito di indagini per atti persecutori, comunemente classificati come stalking. Gli interventi sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile e riguardano due episodi distinti, con misure diverse rapportate alla gravità dei fatti e al rischio di reiterazione.
Le misure disposte e i soggetti coinvolti
Nel primo caso è stata adottata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane residente a Ravenna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'indagato avrebbe messo in atto ripetuti comportamenti persecutori nei confronti del proprio ex datore di lavoro, condotte culminate anche in episodi di aggressione fisica che hanno reso necessario il ricorso alle cure del pronto soccorso da parte della vittima. La denuncia della persona offesa ha avviato le indagini che hanno portato all'emissione della misura.
Il secondo procedimento riguarda un cittadino di nazionalità albanese accusato di atti persecutori nei confronti della ex moglie e dei loro figli minori. Per questo caso il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento alle persone offese, integrato dall'applicazione del braccialetto elettronico per garantire il rispetto della misura e il monitoraggio del comportamento dell'indagato.
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, nella giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a due misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati di atti persecutori.
Impatto e conseguenze per la comunità
Le misure eseguite riflettono l'attenzione delle forze dell'ordine e della Procura ai reati del cosiddetto codice rosso, che comprende i delitti contro la libertà personale e la sicurezza delle vittime di violenza domestica e stalking. Per i cittadini di Ravenna, l'esito delle indagini e l'applicazione di strumenti cautelari più o meno restrittivi rappresentano sia un elemento di tutela per le persone coinvolte, sia un messaggio sull'attività investigativa presente sul territorio.
- Autorità responsabili: Procura della Repubblica di Ravenna, Squadra Mobile della Polizia di Stato.
- Tipologia di reato: atti persecutori (stalking), con episodi di aggressione fisica nel primo caso.
- Misure disposte: custodia cautelare in carcere; divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.
Dati essenziali in sintesi
| Caso | Accusato | Misura | Vittime |
|---|---|---|---|
| 1 | Giovane ravennate | Custodia cautelare in carcere | Ex datore di lavoro (episodi con aggressione fisica) |
| 2 | Cittadino di nazionalità albanese | Divieto di avvicinamento + braccialetto elettronico | Ex moglie e figli minori |
Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono per approfondire le dinamiche e raccogliere elementi probatori utili al procedimento. La presenza del braccialetto elettronico nel secondo caso evidenzia l'utilizzo di strumenti tecnologici per il controllo dell'effettivo rispetto delle misure cautelari di divieto di avvicinamento.
Per chi dovesse trovarsi in situazioni di molestie, minacce o violenza domestica, le autorità ribadiscono l'importanza di denunciare tempestivamente: la collaborazione delle vittime e dei testimoni è spesso determinante per l'avvio delle indagini e per l'adozione di misure di tutela.
Sul caso la Procura e la Polizia di Stato forniranno eventuali aggiornamenti nel corso delle prossime fasi del procedimento giudiziario.