Bilancio primo semestre 2026
La Questura di Fermo rende noto il resoconto delle misure di prevenzione adottate nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2026. L'attività, incentrata sull'impiego degli strumenti amministrativi previsti per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, ha portato all'adozione complessiva di oltre 70 provvedimenti diretti a contrastare comportamenti ritenuti pericolosi per la collettività.
I principali dati riportati dall'ufficio provinciale di pubblica sicurezza sono i seguenti: sono stati emessi 31 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nei comuni interessati, predisposti per persone considerate pericolose quando si trovano al di fuori del proprio comune di residenza. Tra le altre misure figurano 12 Daspo urbani, 3 Daspo sportivi, 9 avvisi orali e 23 ammonimenti.
- 31 fogli di via obbligatori
- 12 Daspo urbani
- 3 Daspo sportivi
- 9 avvisi orali
- 23 ammonimenti
| Tipo di misura | Numero |
|---|---|
| Fogli di via obbligatori | 31 |
| Daspo urbani | 12 |
| Daspo sportivi | 3 |
| Avvisi orali | 9 |
| Ammonimenti | 23 |
Le misure di prevenzione, diversamente dalle sanzioni penali, sono strumenti amministrativi che agiscono in anticipo sulla base di elementi che evidenziano la pericolosità sociale di soggetti ritenuti a rischio. Sono pensate per impedire il compimento di reati e preservare la sicurezza urbana, intervenendo su spazi sensibili come stazioni, vie della movida, scuole e luoghi di aggregazione.
“Le misure di prevenzione rappresentano uno strumento di protezione fondamentale per la cittadinanza – spiega il questore di Fermo, Eugenio Ferraro – in quanto l'attività preventiva permette di incidere tempestivamente sulle dinamiche di rischio del territorio, garantendo la vivibilità delle nostre città e tutelando la libertà di tutti i cittadini prima che i fenomeni degenerino in reati conclamati”.
Nel corso del semestre la Questura ha inoltre formulato all'autorità giudiziaria tre proposte di applicazione della sorveglianza speciale nei confronti di persone ritenute appartenere alla criminalità comune, oltre a una proposta di rivalutazione della pericolosità sociale di un soggetto già sottoposto a tale misura. La sorveglianza speciale, se disposta dal tribunale, può comportare restrizioni molto incisive sulla libertà personale e di movimento per periodi che vanno usualmente da tre a cinque anni.
L'enfasi del Questore sulla prevenzione riflette una strategia che privilegia l'intervento prima del verificarsi di reati conclamati, con l'obiettivo di mantenere la vivibilità dei centri urbani e proteggere i cittadini. Questi provvedimenti, per loro natura, si inseriscono in un quadro operativo che combina attività di polizia giudiziaria, controllo del territorio e iniziative di monitoraggio delle aree considerate a maggior rischio.
Per i residenti della provincia, i numeri comunicati confermano una presenza amministrativa e operativa attiva sui temi della sicurezza urbana. Le autorità invitano la popolazione a segnalare comportamenti sospetti e confermano la disponibilità a collaborare con istituzioni locali, esercizi pubblici e comunità per migliorare la prevenzione e la percezione della sicurezza.
Resta ora da osservare gli sviluppi delle proposte avanzate al tribunale e l'eventuale impatto di misure più restrittive sul breve periodo, oltre all'evoluzione delle iniziative di controllo del territorio nei prossimi mesi.