Critiche del governo e replica locale
La gestione dell'emergenza legata alla Peste Suina Africana (Psa) che ha colpito un allevamento nel territorio di San Marcello Piteglio è al centro di un confronto tra i livelli istituzionali. Le osservazioni mosse dal sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, in merito a presunti ritardi nelle attività della Provincia di Pistoia hanno ricevuto una risposta formale dal delegato provinciale con delega alla polizia provinciale, Nicola Tesi.
Tesi sottolinea che le attività richieste dal commissario straordinario nazionale per la Psa, Giovanni Filippini, sono state eseguite e in alcuni casi ulteriormente potenziate. Il riferimento è agli interventi messi in campo dopo la conferma di due casi positivi in un allevamento che ha portato all'abbattimento di centinaia di suini.
Le operazioni svolte
- Recupero delle prime carcasse a San Marcello Piteglio con il supporto dell'Ucap (Unione dei Comuni Montani dell'Appennino Pistoiese).
- Coordinamento operativo gestito a livello locale con il coinvolgimento di Atc, polizia provinciale, Asl e Alia, sotto il coordinamento del Prefetto e del Got (gruppo operativo territoriale).
- Abbattimento degli animali risultati positivi e attivazione delle procedure di contenimento previste per zona di livello uno.
"Come polizia provinciale, abbiamo provveduto a fare tutto quello che il commissario straordinario nazionale per la Psa, Giovanni Filippini, ci ha chiesto e anche qualcosa in più."
Questioni amministrative e tempi della nomina
Nel suo intervento Tesi richiama inoltre un elemento di contesto amministrativo: la nomina del commissario Filippini era scaduta l'11 maggio e rinnovata soltanto il 15 giugno. Secondo il delegato, San Marcello Piteglio è stato inserito in zona 1 mentre la nomina del commissario stava per scadere o era appena scaduta, determinando una fase di vacatio che, a suo dire, ha inciso sui tempi dell'azione coordinata a livello nazionale.
Impatto locale e prossimi passi
Per gli allevatori e per le comunità montane della provincia, le questioni pratiche restano concrete: contenimento della diffusione del virus, gestione dei capi abbattuti, bonifica e vigilanza per evitare nuovi focolai. La Provincia assicura che le attività riprenderanno a pieno regime ora che la nomina del commissario è stabile, mentre le autorità sanitarie competenti proseguiranno con i controlli e le misure previste dalle ordinanze nazionali e regionali.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Casi positivi nell'allevamento | 2 |
| Animali abbattuti | 100 |
| Data di scadenza della nomina del commissario | 11 maggio |
| Data di rinnovo della nomina | 15 giugno |
Resta aperto il confronto politico-istituzionale tra rappresentanti locali e ministeriali; sul territorio, però, le attività operative — secondo quanto riferito dalla Provincia — proseguiranno per mitigare il rischio sanitario e tutelare le attività zootecniche della zona.