Focolaio confermato a San Marcello Piteglio, nuove misure per contenere la Psa
Un focolaio di peste suina africana (Psa) è stato individuato nel territorio di San Marcello Piteglio, dove sono stati confermati casi trasmessi dai cinghiali ai maiali domestici. In seguito alla positività riscontrata, le autorità veterinarie hanno disposto l'abbattimento degli animali dell'azienda interessata: due maiali sono risultati positivi e sono morti a causa della malattia, mentre gli altri capi dell'allevamento — quasi un centinaio — sono stati soppressi per evitare ulteriori contagi.
La scoperta arriva dopo il ritrovamento di quattro cinghiali morti nella stessa zona: per tre di questi le analisi hanno accertato la presenza della Psa, mentre per il quarto si attende l'esito delle controanalisi.
Quali Comuni entrano in zona di restrizione di secondo livello
Per contenere la diffusione del virus è stato deciso di ampliare la zona di restrizione di secondo livello, quella con le misure più severe in termini di limitazioni all'attività venatoria e di movimentazione degli animali. Attualmente erano già in questa fascia Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio; nei giorni scorsi si è deciso di aggiungere altri Comuni della provincia.
- Comuni già in Zona 2: Abetone-Cutigliano, San Marcello-Piteglio
- Nuovi Comuni inseriti: Pistoia, Pescia, Marliana, Sambuca Pistoiese
| Stato | Comuni in Zona 2 |
|---|---|
| Prima | Abetone-Cutigliano; San Marcello-Piteglio |
| Dopo | Pistoia; Pescia; Marliana; Sambuca Pistoiese (oltre ai due già presenti) |
Le ordinanze di Zona 2 impongono prescrizioni specifiche, in particolare riguardo all'attività venatoria e alla movimentazione di suini e suini da allevamento. Anche nei territori ricompresi nella cosiddetta "zona di restrizione uno" si mantengono obblighi e controlli, sebbene meno stringenti.
Il quadro istituzionale e le prossime tappe
Il ritorno del commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini, in provincia, previsto per il 22 luglio, è stato rimarcato come appuntamento di rilievo per coordinare la risposta all'emergenza. Prima dell'incontro con il commissario è stato convocato un vertice con tutti i sindaci della provincia per fare il punto sulle misure da adottare e per valutare ulteriori azioni di contenimento.
L'emergenza, pur non costituendo rischio diretto per la salute umana — la Psa non è trasmissibile all'uomo — comporta conseguenze significative per il settore zootecnico locale: limitazioni alla movimentazione degli animali, abbattimenti e controlli intensificati possono avere impatti economici e logistici rilevanti per gli allevatori della montagna pistoiese e per i territori rurali circostanti.
Cosa cambia per gli allevatori e i cittadini
Per gli allevatori nelle zone interessate valgono in particolare le seguenti indicazioni pratiche:
- vietata la movimentazione di suini senza autorizzazione;
- rafforzati i controlli sanitari e le ispezioni negli allevamenti;
- restrizioni sulle attività venatorie per limitare i contatti tra fauna selvatica e suini domestici.
Le autorità invitano a segnalare la presenza di carcasse di cinghiali e qualsiasi episodio sospetto ai servizi veterinari e alla polizia provinciale, per consentire interventi rapidi e tracciabili. Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti a seguito delle decisioni che verranno prese all'incontro con il commissario Filippini e con i sindaci locali.
Impatto locale: la scelta di estendere la Zona 2 a capoluogo e centri limitrofi sottolinea la necessità di una vigilanza attiva in tutta la provincia: per gli operatori del settore agro-zootecnico e per le comunità rurali la priorità resta la prevenzione e la piena osservanza delle misure di contenimento.