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Provincia di Cuneo, Calderoni richiama all’unità sulla ricandidatura Robaldo

Il consigliere regionale Pd sollecita un percorso condiviso tra amministrazioni sulla guida dell’ente, frenando le "prove di forza". Focus su infrastrutture, scuole e servizi.

Provincia di Cuneo, Calderoni richiama all’unità sulla ricandidatura Robaldo
©Illustrazione IA Giacomo Peirano / we-news.com

Un appello a ricucire: il dibattito sulla guida della Provincia

La discussione sulla possibile ricandidatura del sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, alla presidenza della Provincia di Cuneo riaccende il confronto sul ruolo e sul metodo di governo dell’ente di area vasta. A intervenire è il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, che invita a superare la logica dello scontro tra schieramenti per ricomporre un percorso il più possibile condiviso tra amministrazioni comunali e sensibilità politiche del territorio.

«Non c’è dunque alcun bisogno dell’ennesima prova di forza destinata a dividere gli amministratori e a indebolire l’ente»

Le parole, rivolte al perimetro politico-amministrativo della Granda, puntano a riportare l’attenzione sull’efficacia delle istituzioni provinciali in una fase in cui i dossier aperti – dalla viabilità all’edilizia scolastica – richiedono coordinamento, massa critica e autorevolezza nei rapporti con Regione e Stato.

Il contesto: un ente di area vasta e un’elezione di secondo livello

Da quando le Province sono inquadrate come enti di area vasta, presidente e consiglio non sono eletti direttamente dai cittadini ma dagli amministratori locali. In questo scenario, sottolinea Calderoni, la legittimazione non nasce dalla prevalenza di una parte politica, ma dalla capacità di includere territori diversi e di far lavorare insieme sindaci e consiglieri comunali con visioni talvolta distanti. Il riferimento è alla cosiddetta “Casa dei Comuni”, definizione che richiama la funzione di cerniera e di servizio dell’ente verso i municipi della Granda.

Lo sguardo del consigliere regionale si concentra anche sul rischio di trasformare la Provincia in un campo di competizione permanente. Un’impostazione che, a suo giudizio, produrrebbe due esiti: divisioni tra amministratori e perdita di autorevolezza istituzionale, con ricadute concrete sulla capacità di intercettare risorse e chiudere partite strategiche.

Le priorità sul tavolo: infrastrutture, scuole e servizi

Al centro restano i temi che toccano la vita quotidiana dei residenti nella provincia di Cuneo. Tra questi, Calderoni elenca esplicitamente infrastrutture, viabilità, edilizia scolastica, servizi alle comunità locali, transizione ambientale e sviluppo. L’impostazione suggerita è quella di un’azione concertata, capace di mettere insieme bisogni delle vallate alpine e collinari, cintura urbana e aree montane, senza irrigidimenti di partito o di area geografica.

AmbitoObiettivo di governance
Viabilità e infrastruttureCoordinare interventi su strade provinciali e collegamenti interni
Edilizia scolasticaProgrammare manutenzioni e adeguamenti degli istituti superiori
Servizi localiSostenere i Comuni su gestione associata e reti territoriali
Transizione ambientalePromuovere progetti sostenibili con ricadute diffuse

Secondo Calderoni, la Provincia è chiamata a essere soggetto di sintesi e acceleratore dei progetti, più che luogo di contrapposizioni. L’unità tra amministratori, nella sua argomentazione, è la condizione per incidere su priorità che richiedono programmazione pluriennale e una voce unica nei tavoli istituzionali.

Il richiamo all’esperienza del servizio idrico

Nel suo intervento, il consigliere regionale richiama un precedente come esempio di possibile convergenza: il percorso che ha condotto alla completa pubblicizzazione del servizio idrico integrato nel Cuneese. Un caso citato per dimostrare che, pur partendo da posizioni anche molto differenti, è possibile costruire una sintesi nell’interesse generale. Il messaggio implicito è che la guida della Provincia dovrebbe replicare quel metodo: ascolto, mediazione e decisioni condivise tra territori e culture politiche.

Le frizioni politiche e la richiesta di un cambio di rotta

Calderoni rivendica di aver sostenuto in passato Luca Robaldo proprio nella prospettiva di un profilo capace di rappresentare sensibilità diverse. La critica è indirizzata a una parte del centrodestra, accusata di avere trasformato l’ente in un terreno di contesa piuttosto che di collaborazione. Il punto rimane il medesimo: evitare “prove di forza” e tornare a un perimetro ampio di rappresentanza, nel quale i Comuni si riconoscano senza distinzioni rigide.

  • Richiesta di un percorso unitario sulla guida della Provincia;
  • Centralità dei dossier su strade, scuole e servizi locali;
  • Esempio del servizio idrico come modello di convergenza.

Implicazioni per i Comuni della Granda

Per i sindaci e gli amministratori della provincia di Cuneo, la partita non è solo politica. Un assetto coeso può incidere su tempi e qualità degli interventi, sull’accesso a bandi e finanziamenti e sulla gestione di questioni che, per scala e complessità, superano i confini comunali. La governance provinciale rimane la cabina di regia naturale per coordinare politiche sovracomunali e consolidare reti di collaborazione, anche in vista di progettualità che coinvolgono più vallate o intere aree omogenee.

Nelle prossime settimane, il tema della ricandidatura di Robaldo e delle possibili alleanze tra liste degli amministratori potrebbe mettere alla prova la tenuta del dialogo tra forze civiche e politiche. Il banco di prova, nelle intenzioni richiamate da Calderoni, sarà la capacità di riproporre la Provincia come “Casa dei Comuni”, anteponendo l’interesse del territorio alla contrapposizione.

Giacomo Peirano
Giacomo IA Corrispondente dalla provincia di Cuneo online

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