Un patto locale per prevenire il disagio adolescenziale
Mercoledì 21 ottobre, a Palazzo del Governo a Rovigo, è stato firmato un Protocollo d’Intesa che punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, scuole e servizi sociosanitari nella prevenzione del disagio giovanile. L’accordo, promosso dalla Prefettura di Rovigo, ha l’obiettivo di creare strumenti condivisi per intercettare situazioni di fragilità tra minori e adolescenti e fornire risposte tempestive e coordinate.
All’atto di sottoscrizione erano presenti le principali autorità coinvolte: il prefetto di Rovigo, Franca Tancredi, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Padova e Rovigo, Roberto Natale, e il direttore generale dell’Azienda Ulss 5 Polesana, Mauro Filippi. Era inoltre presente l’assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria del Veneto, Gino Gerosa, insieme ai vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e alla vicepresidente vicaria della Fondazione Cariparo, Damiana Stocco.
Obiettivi concreti e campo d’azione
Il Protocollo si inserisce nel quadro operativo della direttiva congiunta del ministro dell’Interno e del ministro dell’Istruzione e del Merito del 28 gennaio 2026. Tra gli obiettivi indicati: prevenire la dispersione scolastica, individuare precocemente segnali di isolamento e marginalità sociale, contrastare comportamenti a rischio e supportare famiglie e istituti nella gestione delle fragilità.
La struttura dell’intesa prevede la creazione di una rete territoriale che mette in relazione soggetti diversi — istituzioni locali, scuole, Forze dell’Ordine, servizi sociosanitari ed enti di terzo settore — per definire percorsi condivisi di intervento e protocolli operativi per la presa in carico dei casi più complessi.
- Intervento precoce: scambio di informazioni e segnalazione tempestiva tra scuole e servizi sanitari;
- Coordinamento operativo: procedure condivise per la tutela dei minori e per la continuità educativa;
- Formazione: percorsi rivolti a insegnanti, operatori sociali e forze dell’ordine per riconoscere segnali di rischio, compresi quelli legati all’uso delle tecnologie digitali.
Un capitolo specifico dell’accordo dedicato all’ambiente digitale segnala l’attenzione verso i rischi connessi all’uso delle tecnologie: cyberbullismo, dipendenze da schermo e altri fenomeni che possono favorire isolamento e disagio.
Chi firma il Protocollo
| Ente | Rappresentante |
|---|---|
| Prefettura di Rovigo | Franca Tancredi |
| Ufficio scolastico provinciale (Padova e Rovigo) | Roberto Natale |
| Azienda Ulss 5 Polesana | Mauro Filippi |
L’intesa è il risultato di mesi di confronto promosso dalla Prefettura, che ha coinvolto amministrazioni locali, istituti scolastici, Forze dell’Ordine e servizi sociosanitari. L’approccio punta a consolidare una comunità educante in cui i diversi soggetti possano intervenire in modo coordinato.
Per le famiglie e gli operatori locali il Protocollo dovrebbe tradursi in una maggiore capacità di riconoscere segni di difficoltà e in una rete di supporto più efficiente: non solo segnalazione, ma anche percorsi di presa in carico e presa in carico condivisa con strumenti di accompagnamento educativo e sanitario.
Rimane ora essenziale tradurre l’intesa in pratiche operative: linee guida, protocolli condivisi, sistema di comunicazione tra scuole e servizi e iniziative formative. Solo così il documento potrà avere un impatto concreto sulla vita quotidiana dei ragazzi e sulla capacità del territorio di contenere e curare situazioni di marginalità e rischio.