VESCOVATO — Un capitolo giudiziario delicato si è svolto oggi in aula: un ex cliente del night-club Tabù ha deposto in merito alle attività che si sarebbero svolte nei privé del locale. La testimonianza, raccolta nell'ambito del processo contro gli ex titolari e il personale del club, porta al centro dell'udienza dubbi sulle condotte degli operatori e sull'eventuale tolleranza di rapporti a fini di prostituzione.
La deposizione sull'ultimo accesso al locale
Secondo quanto emerso, l'ultima serata del teste al Tabù risale al 2021. L'uomo ha dichiarato di aver pagato 50 euro alla cassa per un periodo di dieci minuti e di essere poi entrato in uno dei privé. Ha riferito che, nel suo caso, si era limitato a «lo struscio della ballerina su di me nel privé», senza avere rapporti sessuali. Ha anche precisato che, a suo dire, per prestazioni con contenuto sessuale venivano chiesti importi superiori: «ci volevano 200 euro, invece, per le prestazioni sessuali».
«Le ragazze proponevano masturbazioni, rapporti orali e sesso in una stanza più comoda»
La testimonianza ha inoltre indicato che le proposte sarebbero state avanzate dalle stesse ballerine. L'uomo, descritto come leggermente agitato in aula, è stato rassicurato dalla pubblica ministero Federica Cerio, che ha ricordato che non è lui l'imputato. Tra i nomi ricordati dal teste figura solo una ragazza chiamata Nicole; non è stato invece in grado di identificare il cassiere del locale.
Le contestazioni e le indagini
L'accusa contesta che gli ex proprietari, il direttore di sala e il cassiere del Tabù abbiano «abitualmente tollerato» che più ballerine, dipendenti del locale, esercitassero attività di prostituzione all'interno dei due privé identificati come stanza numero 7 e stanza numero 10. Nel corso delle indagini, i carabinieri avrebbero repertato filmati provenienti da microtelecamere collocate, secondo gli atti, anche nella toilette delle donne, nascoste dietro un cassetto che copriva i cavi elettrici. I filmati sarebbero stati analizzati dagli inquirenti e costituiscono elemento istruttorio nel procedimento.
Impatto locale e prossime udienze
Il caso coinvolge questioni di ordine pubblico, tutela delle lavoratrici e responsabilità di chi gestisce locali notturni sul territorio provinciale. Per gli abitanti di Vescovato e dei comuni limitrofi la vicenda solleva interrogativi su controlli e vigilanza in locali pubblici e su come vengano tutelate persone eventualmente coinvolte in attività illecite o sfruttamento.
- Persone coinvolte dall'accusa: ex proprietari del night-club, direttore di sala e cassiere.
- Luoghi al centro dell'indagine: privé indicati come stanza numero 7 e stanza numero 10; toilette femminile dove sarebbe stata collocata una microtelecamera.
- Prossima udienza: l'aula è stata aggiornata al 29 settembre 2026.
In questa fase processuale, gli elementi chiave restano i filmati repertati e le testimonianze di chi ha frequentato il locale. La verifica delle dichiarazioni e il confronto diretto con le registrazioni saranno determinanti per chiarire la responsabilità degli imputati e l'effettiva natura delle attività svolte all'interno del Tabù.
Seguiranno gli sviluppi del procedimento e ulteriori audizioni in aula, mentre le autorità continueranno le valutazioni sul materiale probatorio già acquisito.