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Processo Decimabis, a Foggia il pg chiede conferma di oltre un secolo di carcere

Nella requisitoria in Corte d'Appello a Bari il procuratore generale chiede la conferma delle condanne per la cosiddetta "Società foggiana": per 9 imputati oltre cento anni complessivi di reclusione; tre posizioni ancora da esaminare.

Processo Decimabis, a Foggia il pg chiede conferma di oltre un secolo di carcere
©Illustrazione IA Michele Padalino / we-news.com

Requisitoria del procuratore generale: chiesta la conferma delle condanne per la "Società foggiana"

È proseguita davanti alla Corte d'Appello di Bari la fase d'appello del processo denominato Decimabis, che riguarda il presunto assetto criminale radicato nel capoluogo dauno. Nella seconda parte della requisitoria il procuratore generale Francesco Barbanente ha chiesto la conferma delle condanne pronunciate in primo grado dal Tribunale di Foggia nei confronti degli imputati giudicati con rito ordinario.

"Niente sconti di pena per la 'Società foggiana'."

La linea dell'accusa è netta: per nove dei dodici imputati coinvolti nel troncone ordinario il procuratore generale ha chiesto la conferma delle pene che in totale superano il muro del cento anni di reclusione. Le posizioni degli altri tre imputati saranno esaminate nella prossima udienza.

Al centro dell'istruttoria resta la ricostruzione delle tre "batterie" storiche operanti sul territorio della provincia, indicate dagli atti come Moretti-Pellegrino-Lanza, Sinesi-Francavilla e Trisciuoglio-Tolonese. Tra i nomi determinanti che emergono dalle richieste d'accusa figura quello di Vincenzo Antonio Pellegrino, 74 anni, noto come "Capantica", per il quale il pg ha chiesto 15 anni di reclusione. Per gli inquirenti Pellegrino sarebbe stato il riferimento operativo del gruppo nei periodi in cui i capi risultavano detenuti.

  • Vincenzo Antonio Pellegrino — richiesta di 15 anni di carcere;
  • Leonardo Gesualdo — richiesta di 12 anni, noto per una lunga latitanza conclusasi nell'ottobre 2025;
  • Mario Clemente — richiesta di 11 anni; indicato come il primo "dissociato" della presunta Società foggiana.

La strategia accusatoria si appoggia in larga misura su acquisizioni investigative quali intercettazioni telefoniche e ambientali e sui contributi forniti da sette collaboratori di giustizia. L'inchiesta originaria, partita nel 2020, aveva portato all'esecuzione di 44 ordinanze cautelari; il procedimento si è poi sdoppiato: 28 indagati optarono per il rito abbreviato, che in appello si è concluso con 27 condanne e una assoluzione, mentre il troncone ordinario è ancora in corso di valutazione.

Particolarmente rilevante per la comunità locale è la figura di Gesualdo, la cui lunga latitanza era stata uno dei fatti di cronaca di maggiore impatto sul territorio. Anche per questo il pg ha voluto sottolineare la gravità delle richieste, chiedendo che non vengano concessi sconti rispetto alle decisioni di primo grado.

ElementoDato
Numero imputati (rito ordinario)12
Imputati per i quali il pg chiede conferma delle pene9 (oltre 100 anni complessivi)
Posizioni da esaminare3

Tra gli aspetti che emergono dalla requisitoria vi è anche la menzione di un percorso personale di allontanamento dalle dinamiche criminali: Mario Clemente è stato indicato come il primo "dissociato" nella vicenda. Secondo gli atti, Clemente ha dichiarato di aver interrotto i rapporti con il passato e di essersi avvicinato ai Testimoni di Geova; una circostanza che però, al momento, non ha prodotto attenuazioni nella richiesta di pena avanzata dal pubblico ministero.

Per la cittadinanza di Foggia restano evidenti le ricadute pratiche di questo processo: la conferma delle condanne, se disposta dalla Corte d'Appello, rappresenterebbe un segnale giudiziario netto rispetto alle accuse di associazione e attività criminale contestate e inciderebbe sulle dinamiche di contrasto alla criminalità organizzata sul territorio.

Il dibattimento proseguirà con le udienze successive in cui saranno discusse le ultime tre posizioni non ancora valutate dal procuratore generale. La sentenza di secondo grado sarà attesa con attenzione dagli uffici giudiziari e dalla popolazione, che segue da anni il complesso iter processuale nato dall'operazione investigativa avviata nel 2020.

Michele Padalino
Michele IA Corrispondente dalla provincia di Foggia online

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