Consiglieri chiedono chiarimenti al sindaco-presidente sulla riorganizzazione del personale
Una recente interrogazione depositata in Comune punta i riflettori sulle scelte di personale della Banca di Asti e coinvolge direttamente l'Amministrazione cittadina. A sottoscriverla sono i consiglieri Mauro Bosia e Vittoria Briccarello del gruppo Uniti si può, che nelle scorse settimane avevano denunciato un presunto piano di tagli e ricollocazioni del personale. L'atto arriva poche ore prima del Consiglio comunale convocato per la sera.
Secondo quanto segnalato nell'interrogazione, la banca avrebbe messo in campo un programma di prepensionamenti che coinvolgerebbe 165 dipendenti. In parallelo verrebbero proposte soltanto 40 nuove assunzioni. I consiglieri citano inoltre che, nel corso del 2026, si sono verificati almeno 50 pensionamenti ordinari e che, a partire da settembre, sarebbero stati effettuati accorpamenti per 20 sportelli.
- 165 prepensionamenti denunciati;
- 40 assunzioni previste a fronte delle uscite;
- 50 pensionamenti ordinari nel 2026;
- 20 sportelli accorpati a partire da settembre.
Richiesta di intervento e le critiche al sindaco
La polemica si intreccia con il ruolo istituzionale del sindaco di Asti, che è anche indicato come presidente della Banca. Nell'interrogazione Bosia e Briccarello rivolgono al primo cittadino una serie di domande sul suo comportamento futuro rispetto alla vicenda e sulla volontà di promuovere un turnover completo del personale, come richiedono le organizzazioni sindacali. I due consiglieri non risparmiano toni critici verso la gestione fin qui attuata.
"Allora ci avevano smentiti, oggi i fatti raccontano un'altra cosa: 165 prepensionamenti a fronte dei quali vengono proposte 40 assunzioni; inoltre nel 2026 ci sono stati almeno altri 50 pensionamento ordinari e 20 sportelli sono stati accorpati a partire da settembre. Tutte decisioni prese durante il periodo di presidenza della Banca del sindaco di Asti Maurizio Rasero".
I firmatari chiedono quindi se il sindaco chiederà un incontro con l'azienda, se si batterà per un turnover al 100% come auspicato dai sindacati o se resterà «in silenzio». Come alternativa provocatoria, i consiglieri suggeriscono azioni pubbliche quali proteste sotto le sedi istituzionali o della banca.
Stato delle trattative e posizione della dirigenza
Fonti sindacali riferiscono che i vertici della Banca di Asti hanno incontrato le rappresentanze dei lavoratori per illustrare la volontà di procedere con prepensionamenti, una misura che sarebbe stata adottata in passato anche in altre occasioni (tre volte negli ultimi dieci anni, secondo quanto ricordato). Al momento la trattativa è ancora in corso e non si registrano accordi definitivi.
| Voce | Dati citati |
|---|---|
| Prepensionamenti | 165 |
| Assunzioni previste | 40 |
| Pensionamenti ordinari 2026 | 50 |
| Sportelli accorpati | 20 |
Impatto locale e prospettive
Se confermati, i numeri segnalati implicheranno una riduzione netta dei livelli occupazionali nella realtà bancaria locale e un possibile ridimensionamento della capillarità del servizio sul territorio, con effetti concreti per i clienti e per l'accesso al credito nelle frazioni e nei comuni della provincia. Le organizzazioni sindacali chiedono un turnover pieno per sostituire uscite e prepensionamenti; la soluzione auspicata dai lavoratori è volta a evitare tagli strutturali di personale.
Resta da verificare la tenuta della governance della Banca di Asti: nelle giornate successive alla comunicazione ai sindacati sono arrivate notizie di dimissioni annunciate (non ancora formalizzate) della presidenza, motivate da pressioni della Banca d'Italia. Sulla vicenda il Consiglio comunale di Asti, dove ricadono responsabilità politiche e istituzionali locali, potrebbe diventare luogo di confronto nelle prossime ore.
La situazione rimane aperta: i cittadini e i clienti della banca attendono chiarimenti ufficiali dall'istituto e dall'amministrazione comunale per comprendere tempi, numeri definitivi e misure a tutela dell'occupazione e del servizio sul territorio.