Conflitto istituzionale sul fronte ungulati
Si è alzata la tensione tra la Provincia di Terni e la Regione Umbria sulla gestione dell'emergenza cinghiali che interessa diversi centri del ternano. Il contrasto riguarda in particolare la richiesta di risorse avanzata dalla Provincia e la risposta della Regione, che sostiene come i numeri sull'attività di controllo evidenzino progressi.
Nel corso dell'ultima riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica il vicepresidente della Provincia di Terni ha sollevato la necessità di un intervento del prefetto per ottenere dalla Regione i finanziamenti concordati a sostegno delle azioni provinciali contro la presenza degli ungulati nelle aree abitate. La preoccupazione espressa dagli amministratori locali si concentra sui rischi per la pubblica incolumità, i danni alle colture e la sicurezza stradale.
Dati e replica della Regione
L'assessora regionale con delega alla materia ha replicato sottolineando che i dati disponibili raccontano una realtà diversa rispetto a quella prospettata dalla Provincia. Secondo la Regione, l'attività di contenimento è aumentata e i danni agricoli sono diminuiti, risultati che devono essere alla base del confronto tra le istituzioni.
"I dati sull'attività di contenimento dei cinghiali nella provincia di Terni raccontano una storia diversa da quella rappresentata"
La Regione ha fornito numeri relativi all'ambito dell'Atc3 TR: gli abbattimenti in regime di controllo sarebbero saliti da 1.144 nel 2024 a 1.737 nel 2025, con un incremento di 593 capi (+51,8%). Nello stesso periodo, i danni imputati alla fauna selvatica alle produzioni agricole sarebbero scesi da 328.000 euro nel 2023 a 204.000 euro nel 2025, una riduzione di 124.000 euro (-37,8%).
Implicazioni per il territorio
Lo scontro istituzionale ha ricadute concrete per i cittadini e per gli operatori economici locali. Tre ambiti restano al centro delle preoccupazioni:
- Sicurezza stradale: il passaggio degli ungulati sulle provinciali e comunali aumenta il rischio di incidenti;
- Agricoltura: i danni alle colture incidono sul reddito degli agricoltori e sulla sostenibilità delle aziende rurali;
- Centri abitati: la presenza di esemplari nelle aree urbane solleva questioni di ordine pubblico e di tutela della popolazione.
La Regione indica come priorità l'aumento degli abbattimenti per tutelare lavoro e reddito degli agricoltori, ridurre i rischi per le persone e limitare gli incidenti stradali, oltre a contribuire alla prevenzione della peste suina africana. Allo stesso tempo l'assessora riconosce che persistono criticità e che servirà un ulteriore impegno per la sicurezza di strade e centri abitati.
Numeri a confronto
| Voce | 2023 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|
| Abbattimenti (Atc3 TR) | - | 1.144 | 1.737 |
| Danni agricoli (€) | 328.000 | - | 204.000 |
Questi dati, forniti dalla Regione, mostrano un aumento dell'attività di controllo e una riduzione dei danni alle produzioni agricole. Tuttavia, la richiesta della Provincia di vedere liquidati i fondi concordati indica che il problema non è risolto e che permangono tensioni sulla gestione delle risorse e delle responsabilità operative.
Per i cittadini della provincia resta centrale conoscere come verranno impiegati i finanziamenti e quali misure concrete verranno adottate per rafforzare la presenza operativa sul territorio: dalla vigilanza nelle aree più critiche a interventi mirati nelle aree urbane e lungo le principali vie di comunicazione.
Il confronto tra Provincia, Regione e prefettura proseguirà nelle prossime settimane: gli esiti determineranno l'entità degli interventi sul campo e la tempistica di attuazione delle misure di contenimento.