Decisione del Tar e ricorso delle associazioni
Il Tar della Toscana ha deciso di non concedere la sospensione cautelare della delibera regionale che autorizza le giornate di preapertura della caccia, tra cui quelle del 2 e del 6 settembre. La scelta giudiziaria rinvia l'esame nel merito, escludendo per ora che sussista un danno imminente e irreparabile tale da giustificare l'annullamento immediato del provvedimento.
Numeri e ambienti interessati
Secondo i dati riportati nella prima giornata di preapertura sono stati abbattuti, a livello regionale, numeri significativi di uccelli tra cui storno, piccione e tortora dal collare orientale. Nella sola provincia di Arezzo i cacciatori registrati sono circa 8.000, e le giornate di preapertura consentono prelievi prima dell'apertura generale prevista invece più avanti nel calendario venatorio regionale.
- Specie coinvolte: storno, piccione, tortora dal collare orientale.
- Giornate autorizzate: 2 e 6 settembre (preapertura) e apertura generale successiva.
- Attori in campo: Regione Toscana, cacciatori locali, associazioni ambientaliste e animaliste (ENPA, LAC, LAV, LIPU, LNDC, WWF), Tar Toscana.
"La Regione ha tuttavia confermato la propria scelta, autorizzando nelle giornate del 2 e del 6 settembre la caccia alla tortora dal collare orientale, storno e piccione, motivandola anche con esigenze di tutela delle produzioni agricole."
Le ragioni del contendere
Le associazioni ambientaliste e animaliste hanno impugnato la delibera contestando in particolare l'autorizzazione alla caccia della tortora dal collare orientale, specie ritenuta assimilabile per alcune caratteristiche alla Streptopelia turtur (tortora selvatica), che a livello europeo presenta uno stato di conservazione preoccupante. In aggiunta, le organizzazioni hanno portato all'attenzione la condizione eccezionale dell'estate con temperature elevate e siccità prolungata: secondo i ricorrenti queste condizioni avrebbero aggravato lo stato di stress di molte specie selvatiche e degli ecosistemi locali.
Impatto locale e possibili sviluppi
La decisione del Tar mantiene l'efficacia del provvedimento regionale per le giornate contestate, ma non chiude la via giudiziaria: la questione verrà esaminata nel merito in sede collegiale, dove saranno valutati con più approfondimento gli argomenti sollevati dalle associazioni. Le ricadute sul territorio provinciale sono concrete: oltre alla pressione sugli uccelli selvatici, le giornate di caccia hanno ricadute pratiche sulla tutela delle colture e sugli equilibri tra attività venatoria e conservazione ambientale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Cacciatori provincia di Arezzo | ~8.000 |
| Giornate preapertura autorizzate | 2 e 6 settembre |
| Specie citate | storno, piccione, tortora dal collare orientale |
Per gli agricoltori la Regione ha richiamato esigenze di tutela delle produzioni: è questo uno dei motivi ufficiali alla base dell'autorizzazione. Le associazioni ambientaliste, dal canto loro, pongono l'accento sull'entità dei prelievi già registrati e sull'opportunità di una verifica più cautelativa in presenza di stress ambientali eccezionali.
Nei prossimi giorni sarà importante seguire l'evoluzione del procedimento al Tar e ogni eventuale decisione regionale o normativa che possa incidere sul calendario venatorio. La vicenda rimane al centro del dibattito tra difesa delle colture, diritti e consuetudini della comunità venatoria, e preoccupazioni per la conservazione della fauna selvatica nella provincia di Arezzo.