Decisione dell'Agcom e ricadute per la campagna a Pescara
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pronunciato un verdetto parziale sul reclamo presentato dall'avvocato Luigi Di Corcia, candidato per il Movimento 5 Stelle alle amministrative di Pescara. Secondo il provvedimento, sono state accolte 8 delle 15 censure sollevate dall'esposto, mentre le restanti contestazioni non hanno avuto riscontro. La decisione riguarda esclusivamente aspetti comunicativi relativi ai contenuti pubblicati dal sindaco e dai suoi canali.
Con il provvedimento l'Autorità ha inoltre chiarito che nessun canale istituzionale ufficiale del Comune di Pescara — come il sito web o i profili social dell'ente — è risultato impiegato per veicolare messaggi di natura elettorale. L'Agcom ha certificato la assenza di oneri a carico delle finanze comunali, del personale o di attrezzature pubbliche, escludendo qualsiasi impiego illecito dell'istituzione a fini di propaganda.
Cosa era stato contestato
Nel ricorso, Di Corcia aveva sostenuto che il candidato sindaco Carlo Masci, attraverso la pagina Facebook «Carlo Masci, il Sindaco Giusto per Pescara» e altri canali privati (Instagram, YouTube, sito web), avesse diffuso contenuti che presentavano in modo propagandistico lavori pubblici realizzati dall'amministrazione comunale, in violazione della normativa sulla par condicio (art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28).
"Il candidato Sindaco Carlo Masci ... ha pubblicato numerosi video e contenuti che presentano in modo enfatico e propagandistico lavori pubblici"
L'Agcom ha però ritenuto che molte delle opere citate — asfaltature, scogliere, aree verdi e parchi — derivino da una programmazione e da appalti regolari antecedenti all'avvio del periodo elettorale (15 gennaio 2026), e non siano stati quindi creati ad arte per influenzare il voto.
Conseguenze per il Comune e per la campagna
La decisione dell'Autorità rappresenta una conferma della correttezza sostanziale dell'operato dell'ente: le critiche mosse mantengono un carattere «circoscritto» e non intaccano l'onorabilità dell'amministrazione né la regolarità del procedimento elettorale. L'Agcom ha però segnalato e censurato alcune modalità comunicative del candidato che hanno ecceduto in enfatizzazione personale, pur riconoscendo il diritto di espressione e rendicontazione politica su canali privati.
| Voce | Esito |
|---|---|
| Contestazioni totali | 15 |
| Censure accolte | 8 |
| Uso canali istituzionali | Non rilevato |
Che cosa cambia per i cittadini di Pescara
Per gli abitanti della città, la decisione significa che i lavori pubblici segnalati non comportano spese comunali aggiuntive né uso improprio di risorse pubbliche ai fini elettorali. Resta tuttavia un monito sulla forma della comunicazione politica: la linea tra rendicontazione dell'attività amministrativa e messaggio elettorale può essere sottile, e l'Agcom ha richiamato l'attenzione su esempi di eccessiva enfasi comunicativa.
- La legittimità della documentazione dei lavori pubblici è stata confermata quando originata da atti amministrativi antecedenti al periodo elettorale.
- L'ente comunale è stato scagionato dall'accusa di impiego di risorse pubbliche per finalità di propaganda.
- Resta aperta la questione della corretta forma comunicativa dei candidati sui canali privati.
La pronuncia dell'Agcom chiude per il momento la controversia formale ma lascia aperti margini di discussione politica in vista del voto: il bilanciamento tra informazione ai cittadini e rispetto delle norme sulla par condicio continuerà a essere un tema al centro del dibattito locale nelle prossime settimane.