Una ridefinizione che interessa gran parte dell'entroterra
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 155 del 7 luglio 2026 del DPCM dell'11 maggio 2026 si è completata la prima fase di applicazione della legge che aggiorna la classificazione dei territori montani a livello nazionale. Nel nuovo elenco ufficiale figurano 97 Comuni della provincia di Salerno, distribuiti tra Vallo di Diano, Tanagro, Alburni, Cilento, Monti Picentini, Valle dell'Irno e altre aree interne.
Il decreto, adottato in attuazione della Legge 12 settembre 2025, n. 131, introduce criteri oggettivi per definire i Comuni montani. Il risultato è un elenco che avrà valore di riferimento per l'applicazione delle politiche nazionali rivolte alla montagna e per l'accesso alle misure previste dalla normativa.
I criteri e le implicazioni pratiche
Secondo il regolamento, la classificazione si basa su parametri morfologici: in particolare, rientrano nella definizione di Comune montano quei territori che presentano almeno il 20% della superficie oltre i 600 metri sul livello del mare e almeno il 25% del territorio con pendenza superiore al 20%. Sono inoltre previste forme di inclusione per gruppi di Comuni contigui che, pur non raggiungendo tali soglie singolarmente, costituiscono un insieme omogeneo circondato da territori montani.
- Numero di Comuni nazionali: 3.715 inseriti nel nuovo elenco;
- Comuni salernitani interessati: 97;
- Norma di riferimento: Legge n. 131/2025 e DPCM 11 maggio 2026.
Perché la classificazione conta per i territori
La nuova qualificazione non è puramente formale: determina il quadro di riferimento per molte misure pubbliche rivolte alla montagna, incluse agevolazioni fiscali, programmi di sviluppo rurale, infrastrutture, sostegno alle imprese locali e servizi socio-sanitari mirati. Per i Comuni coinvolti si apre dunque la possibilità di accedere a strumenti finanziari e progettuali dedicati alle aree montane, a patto che enti locali e stakeholder sappiano utilizzare il nuovo assetto normativo.
Passi successivi e indicazioni pratiche
Dall'entrata in vigore del decreto, sarà importante che i consigli comunali, le Province, le Comunità montane e le Pro Loco verifichino l'elenco allegato al DPCM e avviino relazioni tecniche per comprendere le ricadute locali. Alcuni punti utili per i sindaci e gli amministratori:
- Controllare l'iscrizione ufficiale del proprio Comune nell'allegato al decreto;
- Predisporre un inventario delle opportunità finanziarie legate allo status di territorio montano;
- Coordinare proposte progettuali con gli enti sovracomunali per massimizzare l'accesso ai bandi regionali e nazionali.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data DPCM | 11 maggio 2026 |
| Pubblicazione in G.U. | 7 luglio 2026 (n. 155) |
| Comuni nazionali classificati | 3.715 |
| Comuni della provincia di Salerno | 97 |
Prospettive e responsabilità locali
La nuova classificazione rappresenta un'occasione per ripensare strategie di sviluppo locale nelle aree interne della provincia. Spetta ora alle amministrazioni locali tradurre la norma in progetti concreti: dalla manutenzione delle reti viarie minori alla valorizzazione delle risorse agroalimentari e turistiche, fino al rafforzamento dei servizi essenziali. L'efficacia delle misure dipenderà dalla capacità degli enti di cooperare e di mettere a sistema risorse e competenze.
Per i cittadini, l'effetto più tangibile potrebbe manifestarsi nella maggiore disponibilità di strumenti per contrastare lo spopolamento e per sostenere attività produttive e servizi di prossimità. Nei prossimi mesi seguiranno indicazioni operative dalle istituzioni regionali e nazionali su come accedere agli interventi dedicati alle aree montane; nel frattempo, la pubblicazione in Gazzetta segna la nuova base normativa su cui si dovranno costruire le politiche locali.