Operazione delle Fiamme Gialle contro un ateneo abusivo
I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno sospeso le attività dell'«Università Popolare degli Studi Sociali e del Turismo», istituzione che non risultava riconosciuta nel sistema universitario italiano ma che, secondo gli accertamenti, conferiva titoli di studio privi di efficacia legale. L'intervento è culminato con il sequestro di documenti, del sito web e dei profili social utilizzati per promuovere i corsi e i titoli.
Secondo quanto comunicato agli inquirenti, per ottenere una laurea triennale o magistrale bastava versare una retta annua pari a 1.500 euro. Le verifiche coordinate dalla procura hanno portato alla notifica di un decreto di sequestro e all'iscrizione nel registro degli indagati di 37 persone, per ipotesi di reato che comprendono associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli.
Chi sono gli indagati e quali rischi corrono i «laureati»
Tra gli indagati figurano tre persone indicate come presidente, vicepresidente e rettore, tutte appartenenti a un unico nucleo familiare. Dalle indagini emerge che 34 persone avrebbero ottenuto il titolo dietro pagamento; i certificati rilasciati sono stati sequestrati. Per coloro che hanno presentato i titoli falsi a datori di lavoro o pubbliche amministrazioni si profila ora il concreto rischio di conseguenze lavorative, fino al licenziamento, qualora gli enti accertino l'illegittimità dei titoli.
«L'inchiesta è partita dopo una segnalazione del ministero dell'Università e della Ricerca», si legge nelle comunicazioni degli investigatori.
Gli elementi raccolti hanno convinto gli inquirenti della necessità di interrompere immediatamente le attività dell'ateneo non autorizzato e di sequestrare gli strumenti con cui venivano veicolati i titoli, compreso il materiale promozionale e i documenti di graduazione.
Conseguenze pratiche per i cittadini di Napoli
- I possessori dei certificati coinvolti devono verificare la posizione con i propri datori di lavoro e, se necessario, avvalersi di consulenza legale per tutelare la propria posizione.
- Chi ha versato somme per iscrizioni o rilasci di titoli può essere convocato dagli inquirenti; è consigliabile conservare ogni documentazione di pagamento.
- Enti e aziende pubbliche sono chiamati a controllare l'autenticità dei titoli presentati dai dipendenti o candidati, facendo riferimento agli elenchi ufficiali del Ministero dell'Università e della Ricerca.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Retta annua dichiarata | 1.500 euro |
| Persone indagate | 37 |
| Persone che avrebbero ottenuto il titolo | 34 |
| Responsabili negli organi dell'ateneo | 3 |
Ulteriori sviluppi e invito alla cautela
Le indagini proseguono per ricostruire la rete di contatti, le modalità operative e le responsabilità penali. L'azione della Guardia di Finanza arriva dopo una segnalazione del Ministero dell'Università e della Ricerca, che ha permesso di individuare l'inesistente riconoscimento dell'istituto e di bloccarne le attività prima che potessero essere emessi ulteriori titoli.
Per i cittadini di Napoli resta l'indicazione di rivolgersi alle istituzioni competenti per qualsiasi verifica sulla validità dei titoli e di segnalare eventuali proposte di corsi o lauree che non compaiono negli elenchi ufficiali. Le autorità competenti forniranno aggiornamenti man mano che emergono nuovi elementi dall'inchiesta.