Un virus nuovo per le lepri: cosa è emerso dalle indagini
È stato identificato un focolaio di mixomatosi in un allevamento di lepri nella provincia di Padova. La presenza nel territorio di un ceppo ricombinante dell'agente responsabile della mixomatosi, noto come ha-Myxovirus (Toledo-Myxv), è stata caratterizzata geneticamente dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie virali dei Lagomorfi dell'IZSler di Brescia, laboratorio riconosciuto dalla Woah.
Le indagini epidemiologiche svolte dopo il riscontro iniziale hanno mostrato che il virus non è rimasto circoscritto all'allevamento: sono stati registrati casi in lepri selvatiche negli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) di Padova e Venezia, mentre segnalazioni di mortalità e conferme sono arrivate anche dalla provincia di Rovigo. In più, le associazioni venatorie riferiscono di animali infetti rinvenuti e abbattuti in provincia di Ferrara.
Impatto locale e misure in discussione
Le autorità veterinarie e le strutture sanitarie regionali sono state coinvolte nella valutazione della situazione. Il carattere ricombinante del ceppo — capace di infettare non solo i conigli ma anche le lepri — rende la circostanza particolarmente seria per la gestione della fauna lagomorfa e per le attività venatorie nella provincia e nelle aree confinanti.
Le associazioni di cacciatori hanno già lanciato raccomandazioni agli iscritti, invitandoli a limitare l'abbattimento delle poche lepri rimaste per evitare il rischio di estinzione locale del ceppo originario e per non ostacolare le attività di sorveglianza. Contestualmente, i servizi veterinari sono al lavoro per determinare l'estensione reale della diffusione del virus.
«Ci stiamo muovendo con l’Asl e la Regione Emilia Romagna per verificare se si può fermare la caccia alla lepre»,
ha detto Gianfranco Tomasoni, presidente del centro degli ATC di Ferrara e provincia, sottolineando l'allarme registrato negli ambiti di caccia dove sono state trovate lepri colpite dalla malattia.
Cosa significa per chi vive in provincia di Padova
- Allevatori: occorre mantenere stretta comunicazione con i servizi veterinari e segnalare immediatamente mortalità anomale o animali con sintomi compatibili.
- Cacciatori: le associazioni hanno invitato a non abbattere gli esemplari sospetti; eventuali attività venatorie potranno essere oggetto di restrizioni qualora le autorità sanitarie lo ritenessero necessario.
- Pubblico: non esistono elementi nella fonte che indichino rischio diretto per la salute umana, ma è fondamentale evitare manipolazioni di animali morti o malati e segnalare ritrovamenti ai servizi competenti.
Tabella riepilogativa dei focolai e delle segnalazioni
| Provincia | Situazione segnalata |
|---|---|
| Padova | Focolaio individuato in agosto in un allevamento; casi in lepri selvatiche negli ATC |
| Venezia | Casi individuati in lepri selvatiche negli ATC |
| Rovigo | Segnalazioni iniziali di mortalità poi conferma |
| Ferrara | Lepri infette trovate e abbattute; indagini in corso da parte del servizio veterinario |
Le indagini biologiche e di sorveglianza proseguiranno per definire la diffusione del ceppo ricombinante e per individuare eventuali misure di contenimento. I cittadini e gli operatori del settore venatorio e zootecnico sono invitati a mantenere alta l'attenzione e a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali.
Fonti: Centro di Referenza Nazionale per le Malattie virali dei Lagomorfi (IZSler, Brescia), segnalazioni degli Ambiti Territoriali di Caccia e rapporti dei servizi veterinari regionali.